Covid, Crisanti: “Siamo nei guai” e invoca il lockdown duro

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“Un lockdown nazionale? È quello che ho detto anche io. Fra una settimana la variante inglese si diffonderà a una velocità senza precedenti e qui si parla di riaprire tutto”. Il professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, ribadisce il concetto e, all’Adnkronos, spiega perché il lockdown nazionale è l’unico modo per fermare i contagi.

Crisanti: l’escalation della variante inglese

“C’è un totale scollamento tra quelle che sono le aspirazioni della gente, come vengono interpretate dalla politica, e quella che è la realtà. Ancora non ci siamo allineati con l’esigenza di fermare il contagio. La variante inglese è già nel 20% dei casi in Italia. Il vero problema è che manca un piano nazionale di sorveglianza delle varianti. Se una variante emerge in qualche posto c’è solo una cosa da fare: non la zona rossa come quella di ora ma una zona rossa come era quella di Codogno. Per impedire che si diffonda non ci sono alternative. La variante inglese è destinata ad aumentare. In tre settimane è passata da meno di 1% al 20%, è quella che diventerà predominante nel nostro Paese”.

“Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai. Come se ne esce? Con un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele”, ha detto Crisanti in un’intervista a La Stampa.

Crisanti e la polemica sugli impianti da sci

“Sembra che i consulenti del ministero si siano svegliati adesso. Riaprirli è una follia totale“. E aggiunge: “La responsabilità di questa situazione è tutta dei politici, se si fosse continuato il lockdown di maggio e invece di sparare al virus con le pistole ad acqua come gli antigenici si fosse fatto un programma di sorveglianza non saremmo a questo livello. L’epidemia non si vince con la demagogia”.

Sulla stessa linea di Crisanti anche Walter Ricciardi. Il consigliere del ministro Roberto Speranza ha ribadito l’esigenza di un nuovo lockdown per sconfiggere definitivamente il coronavirus. La proposta non è piaciuta al mondo della politica.