Covid, lockdown o zone a colori? ecco le mosse di Draghi

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Nelle ultime ore le dichiarazioni di Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, hanno riacceso il dibattito sulla necessità di ricorrere a un nuovo lockdown. Sul tema sono intervenuti esperti, contrari (come ad esempio Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma) e favorevoli (come Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe), mentre la politica è sembrata contraria in blocco, almeno nelle parole dei leader che si sono esposti (su tutti, Matteo Salvini).

Difficile che Mario Draghi scelga di partire con un lockdown nazionale, ma anche il sistema delle zone a colori è stato criticato da più parti (lo ha fatto, per esempio, Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano). Una strategia considerata troppo blanda, che rischierebbe di cedere sotto la spinta delle nuove varianti, compresa quella scoperta a Napoli.

Potrebbe quindi nascere una sorta di sistema misto: accanto ai colori delle Regioni (il nuovo monitoraggio è atteso venerdì 19 febbraio) potrebbe farsi strada la possibilità di un lockdown nazionale durante i festivi e i pre-festivi se la curva dovesse confermare il trend di crescita.

Allarme varianti Covid, quali Regioni possono cambiare colore

Il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità di venerdì servirà da bussola per le nuove scelte del governo Draghi, chiamato poi a decidere se procedere con altri Dpcm (quello attuale scade il 5 marzo). Per quel che riguarda i dati dell’Iss, sarebbero ben cinque le Regioni che rischiano di cambiare colore. In arancione potrebbero finire:

  • Lombardia
  • EmiliaRomagna
  • FriuliVenezia Giulia
  • Marche
  • Piemonte

Oltre a queste, sarebbero in bilico:

  • Abruzzo
  • Liguria
  • Toscana
  • Umbria (retrocederebbe da rosso ad arancione)
  • provincia autonoma di Trento
  • provincia autonoma di Bolzano