Dieta, la scarola è ricca di folati e alleata dell’intestino

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Tutte le verdure a foglia verde, specie quelle dal gusto un po’ amaro, sono particolarmente preziose per il nostro organismo e tra queste una delle più versatili in cucina è sicuramente la scarola, fonte di importanti nutrienti e totalmente priva di grassi.

Tra le diverse varietà di indivia, la scarola si distingue per il colore brillante e per le sue peculiarità a livello nutrizionale, a partire dal basso apporto calorico e dallo spiccato effetto saziante, che ne rendono ideale il consumo anche nei regimi dietetici dimagranti: acqua e fibre presenti in abbondanza in questa insalata aiutano a sgonfiare l’addome, contrastano la stipsi e migliorano il processo digestivo, soprattutto a livello dell’intestino. Significativo, inoltre, il contenuto di preziosi Sali minerali come rame e zinco.

Degno di nota anche l’apporto di acido folico garantito nell’alimentazione dalla scarola: i folati, vitamine del gruppo B, rinforzano il sistema immunitario contribuendo al processo di formazione nel sangue di globuli rossi e bianchi, contrastano la spossatezza fisica e, come evidenziato in una ricerca pubblicata su “Reproductive sciences”, svolgono un ruolo rilevante nel prevenire l’insorgenza nei nascituri di gravi patologie come i difetti del tubo neurale.

Tra le altre vitamine a maggior concentrazione, troviamo soprattutto la vitamina K, la cui quota può arrivare fino al 160% della razione giornaliera raccomandata: questa sostanza ha un’importanza cruciale per la metabolizzazione del calcio e per la coagulazione del sangue e per questo il suo consumo deve essere regolamentato dal medico curante in caso si assumano farmaci anticoagulanti.

Un piatto di questa verdura contiene anche più della metà della vitamina A che andrebbe assunta ogni giorno ed è quindi un toccasana per la salute della vista: in base ad un dettagliato studio pubblicato sul Journal of Nutrition, degenerazione maculare, disturbi della retina e cecità notturna possono essere messi in correlazione anche con uno scarso apporto di axeroftolo nella dieta.

A completare il quadro contribuiscono diverse sostanze antiossidanti, come l’acido ascorbico e il kaempferolo, flavonoide responsabile anche della nota amarognola nel sapore della scarola: il loro ruolo nel contrasto alle infiammazioni croniche dell’organismo li rende imprescindibili alleati nell’arginare il rischio di insorgenza di diverse malattie. Il consumo abbondante di questa insalata è controindicato in chi è predisposto alla formazione di calcoli ai reni a causa della presenza di ossalati.