Draghi a un bivio dopo il pressing del M5s. Cosa accade ora

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La formazione del governo Draghi si trova in una impasse: se da un lato quasi tutte le forze politiche hanno confermato il sostegno al premier incaricato, dall’altro non sono mancati diktat e condizioni imposti soprattutto dai Cinque Stelle. Al secondo giro di consultazioni hanno preso parte il reggente Vito Crimi e il fondatore Beppe Grillo, che hanno conseguentemente scelto di congelare il voto sulla piattaforma Rousseau in attesa di una mossa del premier.

Governo Draghi, cosa chiede il M5s

Ma cosa si aspettano i Cinque Stelle dal governo Draghi? Al momento i punti su cui Beppe Grillo ha posto particolare enfasi sono il reddito di cittadinanza e la creazione di un ministero di transizione ecologica per la tutela dell’ambiente. Ma dall’intervento di Grillo si evince anche l’importanza che potrebbe avere un discorso pubblico di Draghi che potrebbe quindi convincere anche i più scettici del Movimento.

“Aspettiamo lui che abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare”, ha detto Grillo annunciando la temporanea sospensione del voto su Rousseau, suscitando le ire degli elettori che invece spingono per poter dire la propria. Sui social del garante, infatti, sono molti i commenti degli utenti che hanno espresso qualche rimostranza in merito alla scelta di attendere.

Attesa per un intervento pubblico di Draghi

Un’attesa che potrebbe durare poco: secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, Draghi potrebbe prendere parola già oggi, al fine di accelerare il più possibile i tempi e dare ai Cinque Stelle il “segnale” che stanno aspettando.

Il nodo da sciogliere sembra riguardare proprio questo ministero per la transizione ecologica, da affidare a una figura di alto profilo, che andrebbe in qualche modo a modulare gli investimenti futuri del Paese, secondo le speranze di Grillo. Un sistema che potrebbe prevedere “bonus per le aziende che sono in sintonia con l’ambiente e malus per chi non lo è”, al fine di allineare l’Italia agli altri Paesi europei.

Per Grillo, la nascita di questo ministero costituirebbe però una condizione di esclusione dal governo per la Lega: ” La Lega di ambiente non ha mai capito nulla”, ha affermato il fondatore del M5s, sottintendendo quindi di voler tagliare fuori il Carroccio nonostante la svolta “europeista” di Salvini. Secondo un sondaggio Emg-Different/Adnkronos sul gradimento, gli intervistati del M5s hanno sentimenti contrastanti nei confronti del premier Draghi.