Draghi, terzo giorno di consultazioni: la partita di Lega e M5s

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Mario Draghi, President of the European Central Bank (ECB) addresses the media during a press conference following the meeting of the Governing Council in Frankfurt am Main, Germany, on September 13, 2018. - European Central Bank chief Mario Draghi played down risks to the eurozone economy in the face of rising "uncertainties", as the bank stuck to its plan to scale back stimulus this year. (Photo by Daniel ROLAND / AFP)

A conclusione del secondo giorno di consultazioni, la partita del premier Mario Draghi incaricato da Mattarella per formare un nuovo governo è ancora tutta da giocare. Il bilancio della giornata è parso positivo, con il sì di Pd, Italia Viva e Forza Italia, ma resta ancora scettica la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha ribadito che non voterà la fiducia.

C’è grande attesa, quindi, per sabato 6 febbraio, terzo giorno di consultazioni, in cui il premier Draghi incontrerà le delegazioni di Lega e M5s. Durante la giornata di venerdì, il leader della Lega Matteo Salvini ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla volontà di sostenere il governo Draghi.

Governo Draghi, la posizione della Lega

“Se ci sono spazi per aiutare milioni di italiani – ha detto Salvini – noi ci siamo. Anche con dei nostri ministri? Se ci siamo, ci siamo: non facciamo le cose a metà. Se non ci siamo collaboriamo come opposizione come abbiamo fatto in questo anno e mezzo”.

Durante l’incontro con Draghi, secondo quanto appreso da Sky Tg24, Salvini illustrerà i sei punti fondamentali per la Lega: alleggerimento delle pressione fiscale, rottamazione delle cartelle di Equitalia, riforma della giustizia, piano per l’avvio di cantieri in tutta Italia, nuovo piano vaccinale e per l’uso dei fondi del “Next generation Eu”.

E in merito ai Cinque Stelle, Salvini non sembra voler porre alcun veto: sempre a Sky Tg24 ha infatti affermato di desiderare un “governo con tutti”, senza “mezze misure”. “Se sei dentro dai una mano – ha detto il segretario del Carroccio – ti prendi onori e oneri. I governi tecnici alla Monti li abbiamo già provati. Mi piacerebbe che ci fossero tutti. Mattarella ha chiesto di fare un passo avanti ed ora si deve pensare all’interesse del Paese e non a quello dei partiti”.

Il centrosinistra in un governo con la Lega?

Le inimicizie politiche potrebbero dunque essere messe da parte per il bene del Paese: il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio ha infatti sottolineato al Corriere della Sera che il nuovo esecutivo “non ha un perimetro politico perché questo è un governo del presidente della Repubblica”.

Più fredda e drastica la posizione di Leu. Loredana De Petris ha infatti respinto l’ipotesi di un governo con la Lega perché “i temi sono fondamentali, questa maggioranza è incompatibile con la presenza di forze come la Lega e le forze sovraniste della destra. Con Draghi siamo stati molto chiari”.

Governo Draghi, cosa pensano i Cinque Stelle

In questo scenario, il Movimento Cinque Stelle sembra ancora diviso sulla scelta. Se da un lato il movimento invoca un governo politico e non un governo tecnico, dall’altro si fa forte l’esigenza di chiudere presto e al meglio la crisi per tornare fattivamente a combattere l’emergenza sanitaria in corso.

Prima dell’incontro con il premier Draghi, la delegazione dei pentastellati si riunirà a Montecitorio per fare un bilancio della situazione: come riporta l’Adnkronos, all’incontro saranno presenti Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Paola Taverna e Stefano Patuanelli, il reggente Vito Crimi e i capigruppo M5S di Camera e Senato Davide Crippa e Ettore Licheri. Al vertice, inoltre, presenzierà anche il premier dimissionario Giuseppe Conte.