Il futuro per Conte: Cosa sappiamo delle sue ultime mosse

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Domenica sera si è tenuta un’assemblea tra i membri del Movimento Cinque Stelle, durante la quale è intervenuto anche il premier uscente Giuseppe Conte. Durante l’incontro ha chiarito di non voler entrare a far parte della squadra di governo di Draghi, pur ribadendo il suo sostegno.

“Bisogna fare i conti con la realtà, con la fase storica. Volgere le spalle al presidente incaricato vuol dire volgere le spalle al Paese“, avrebbe detto Conte, come riporta La Repubblica.

Ma Conte ha anche messo in guardia i pentastellati: “Non dimentico chi ci ha voltato le spalle, il percorso è difficile ma porremo condizioni tali che alcuni soggetti non dovranno restare al tavolo. C’è da salvare le riforme fatte sinora”.

Conte non sarà nell’esecutivo Draghi, ma quali sono le sue alternative?

Fin dall’affidamento dell’incarico al premier Draghi, molti si sono chiesti che cosa ne sarebbe stato di Conte: tra le tante voci che si sono rincorse, alcune ipotesi hanno immaginato l’avvocato del popolo tra i nomi che avrebbero costituito il nuovo esecutivo. Con l’esclusione di questa possibilità, torna a prendere quota un’altra ipotesi: Conte potrebbe diventare capo politico del Movimento 5 Stelle?

I sondaggi hanno sempre confermato la piena popolarità di Conte: a colpi di Dpcm, con costanti dirette e appuntamenti, il premier dimissionario ha costruito un’immagine confortante e allo stesso tempo autoritaria per molti italiani che hanno apprezzato il suo lavoro.

Soltanto di recente, con la nomina di Draghi, Conte è stato superato: l’ultimo sondaggio Demos per Repubblica ha infatti rilevato che l’attuale premier incaricato gode del favore del 71% degli intervistati, mentre quello uscente si piazza al secondo posto col 65% di sostegno.

Conte capo politico dei Cinque Stelle: l’ipotesi

Da sempre vicino al pensiero dei Cinque Stelle, Conte potrebbe quindi decidere di fare il salto e correre in politica come guida del Movimento: rimasto orfano del precedente capo politico Luigi Di Maio e passato all’attuale reggente Vito Crimi, il M5s è tutt’ora in una fase delicata della sua esistenza, tra cali di popolarità tra gli elettori e tensioni interne (Di Battista, per fare un nome, si è detto fermamente contrario al sostegno del governo Draghi).

In vista di nuove elezioni nel 2023, potrebbe Conte rimettere insieme i cocci del Movimento, passato dal 32% di voti delle politiche del 2018 al 15-16%, secondo gli ultimi sondaggi? È una domanda che accende le fantasie di molti ma che al momento non trova ancora fondamento. Certo è che la sua presenza ai vertici del Movimento Cinque Stelle, assieme al fondatore Beppe Grillo e l’attuale capo politico Vito Crimi, può rappresentare un segnale forte.