Immunità Covid già dopo la prima dose del vaccino: lo studio

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La comunità scientifica, sembra essere d’accordo su una questione: anche i pazienti che hanno contratto il Covid e sono guariti devono essere vaccinati. Anche se non subito, soprattutto se hanno già sviluppato anticorpi, comunque non possono essere esclusi dalla campagna vaccinale. È stato dimostrato, infatti, che l’immunità non dura per sempre, addirittura in alcuni casi – come già accennato – non è nemmeno sviluppata dal paziente che ha contratto il virus ed è guarito.

Secondo uno studio pubblicato a inizio febbraio su MedRxiv, archivio online di studi medici in fase di sperimentazione, i ricercatori hanno scoperto che le persone che erano state precedentemente infettate dal virus hanno manifestato forti effetti collaterali dopo aver ricevuto la prima dose. Al contrario di quelli che non avevano mai contratto il Covid, questi hanno avuto disturbi tipici e spesso conseguenti alla ricezione della seconda dose (come affaticamento, mal di testa, brividi, febbre e dolori muscolari e articolari), segno di una forte risposta immunitaria fin dalla prima iniezione.

Sulla base di questi risultati, dicono i ricercatori, le persone che hanno avuto il Covid potrebbero raggiungere l’immunità già alla prima dose.

Chi è “sopravvissuto” al Covid ed ha poi fatto il vaccino, quindi, ha sviluppato livelli di anticorpi molto più alti sia dopo la prima che la seconda dose del trattamento. “Penso che una sola vaccinazione dovrebbe essere sufficiente”, ha detto Florian Krammer, virologo presso la Icahn School of Medicine del Monte Sinai e autore dello studio. “Ciò risparmierebbe alle persone disturbi inutili a queste persone conseguenti alla seconda dose e renderebbe disponibili ulteriori dosi di vaccino”.

A chi ha già contratto il Covid basta una sola dose di vaccino per raggiungere l’immunità: lo studio

A rafforzare questa tesi un secondo studio, sempre pubblicato su MedRxiv a febbraio, che ha coinvolto 59 operatori sanitari, 42 dei quali in precedenza avevano contratto il Covid (con o senza sintomi). In questo caso i ricercatori non hanno valutato gli effetti collaterali, ma hanno scoperto che coloro che erano stati precedentemente infettati hanno risposto alla prima somministrazione del vaccino generando alti livelli di anticorpi, paragonabili alle quantità osservate dopo la seconda dose in persone che non erano mai state infettate. E negli esperimenti di laboratorio, quegli anticorpi si sono legati al virus e gli hanno impedito di entrare nelle cellule e di manifestarsi.

Per migliorare e rendere efficiente la fornitura di vaccino, quindi, gli autori dello studio sono arrivati ad una conclusione: coloro che hanno precedentemente avuto il Covid dovrebbero essere spostati in basso nell’elenco dei soggetti con priorità a ricevere il vaccino e – se le scorte continuano ad essere limitate – essere sottoposti ad una sola iniezione, evitando quindi la seconda dose.

Alcuni epidemiologi ritengono inoltre che optare per un regime monodose aiuterà anche i paesi ad affrontare le sfide logistiche associate ai vaccini Covid e all’esaurimento delle scorte. Questo metodo, inoltre, può anche aiutare ad accelerare le campagne di vaccinazione in tutto il mondo, il che ci porterebbe un passo avanti verso il raggiungimento dell’immunità di gregge.