Impianti di sci chiusi, il ministro Garavaglia (Lega) dà la colpa al governo: “Un danno al settore per una scelta dell’esecutivo”

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E’ scontro nel Governo sulla decisione di rimandare la riapertura degli impianti sciistici. Ad attaccare la decisione è anche il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia che, dopo l’incontro in Regione Lombardia con gli operatori turistici del mondo dello sci organizzato per “capire l’entità del danno subito” attacca: “Il danno è legato a una scelta del Governo, e i danni vanno indennizzati, non bisogna parlare di ristori”.

Massimo Garavaglia, parte all’attacco del Governo durante una conferenza stampa insieme al presidente della Regione, Attilio Fontana. I due si sono incontrati a Palazzo Lombardia, insieme a Mariastella Gelmini (collegata da remoto), per parlare degli effetti della decisione di ieri di procrastinare al 5 marzo l’apertura degli impianti di risalita nelle località montane. Garavaglia ha puntato il dito contro il governo di Mario Draghi. Governo di cui però lui stesso fa parte. La decisione di tenere chiuse le piste è stata comunicata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma condivisa e approvata da Draghi. Prima di ufficializzare il rinvio, infatti, Speranza ha verificato con il Presidente la proposta avanzata dal Comitato scientifico

Quanto accaduto con lo sci “è quello che prevede la normativa attuale, ovvero che per assurdo il ministro competente possa prendere decisioni in autonomia, c’è qualcosa da registrare e credo sarà oggetto di valutazione, ma ad oggi questa è la normativa”, ha sottolineato Garavaglia rispondendo a chi gli chiedeva cosa fosse avvenuto e per quale motivo una parte del Governo avesse subito la scelta di chiudere gli impianti. “Il Governo è appena insediato, penso che una valutazione sarà fatta, qualcosa succederà”, ha poi aggiunto.

In ogni caso gli indennizzi per la montagna dopo la chiusura degli impianti saranno nel prossimo decreto ristori, il ‘quinquies’, ha sottolineato Garavaglia. “Era importante capire l’entità di questo danno e avere suggerimenti concreti per dare una risposta concreta subito, già nel prossimo decreto ristori quinquies. Le prime risposte devono essere subito nel testo del decreto e non in sede conversione con emendamenti se no si perde altro tempo”, ha aggiunto il neoministro dopo la riunione con gli operatori, ribadendo poi che “nel prossimo decreto da 32 miliardi una quota andrà alla montagna, non penso ci siano problemi a capire l’entità di questo danno e di quello che va fatto”.

“La montagna è stata dimenticata. Non è arrivato nulla finora se non qualche briciola, ci sono alberghi che non hanno lavorato per dieci mesi”, ammette Garavaglia. “L’entità del danno – spiega a chi gli chiedeva lumi a proposito – è da quantificare”. Per il sistema montagna, tolti gli impianti e le funi, “un documento condiviso dalle Regioni parla già di 4,5 miliardi, questa è già la quantificazione ed è a disposizione del Governo precedente, è depositata. A questo vanno aggiunte le risorse per gli impianti e va fatta una valutazione, sono stati forniti altri documenti”, sottolinea.