Italia tutta zona arancione? Salvini contro Zaia e Fontana

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I governatori delle Regioni potrebbero decidere di proporre al governo di mettere tutta l’Italia in zona arancione per contrastare le varianti Covid e arginare la diffusione del contagio. Una scelta dettata dalla vicinanza del 25 febbraio, data in cui scadrà il divieto di spostamenti tra le Regioni. La proroga del divieto sembra scontata, ma è da definire la forma che verrà adottata per varare le misure.

A criticare il sistema delle fasce colorate, tra gli altri, il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che è anche il presidente della Conferenza delle Regioni. “Mi chiedo se alla luce delle varianti che stanno cominciando a circolare in tutta Italia e a far peggiorare i parametri – ha dichiarato Bonaccini – questo sistema non abbia qualche pecca”.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è detto d’accordo con Stefano Bonaccini, sebbene la situazione nella sua regione non sia critica: “Dal primo gennaio il Veneto è tutti i giorni in calo, al 31 dicembre avevamo 3.400 letti occupati e ora siamo a 1.300. Abbiamo svuotato le terapie intensive”.

Si allinea anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana: “Abbiamo bisogno di rivedere questo sistema, meglio prevedere restrizioni omogenee su tutto il territorio nazionale”. Anche il governatore della Toscana, Eugenio Giani, sostiene la linea della revisione del sistema a colori.

Assolutamente contrario a una zona arancione in tutta Italia è il leader della Lega, Matteo Salvini, che su Facebook ha scritto: “Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l’intero Paese”.