Nuovo decreto, Regioni in pressing su Draghi: ecco cosa vogliono

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E’ iniziato il vertice tra il governo Draghi e le Regioni in videoconferenza. In vista del consiglio dei ministri di domani mattina, infatti, il governo ha voluto consultare i singoli governatori per preparare le nuove misure anti Covid. Tra gli argomenti in discussione, ampio spazio al decreto legge che vieta gli spostamenti tra regioni in scadenza il 25 febbraio. A rappresentare l’esecutivo ci sarà la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Le Regioni hanno preparato, in un documento condiviso, le richieste per il governo.

Nuovo decreto, decisioni in anticipo: la richiesta delle Regioni

Tra le richieste delle Regioni al governo c’è quella di garantire tempi di anticipo congrui: “Al fine di garantire certezza al Paese sulle misure che investono le attività economiche e la vita dei cittadini, è necessario rivedere la tempistica per l’adozione dei provvedimenti di classificazione delle zone e delle relative ordinanze”, si legge nel documento condiviso.

“Occorre – aggiungono i governatori – che siano conosciute con congruo anticipo dai cittadini e dalle imprese dei diversi territori regionali. Occorre, altresì, poter procedere ad una programmazione delle attività anche attraverso una diversa organizzazione dell’esame dei dati della cabina regia, delle ordinanze e della relativa decorrenza”.

Scuola, cosa vogliono le Regioni

In merito alla scuola, “nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio“.

“Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica”, si aggiunge.

Ristori, la posizione delle Regioni

“In via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento”. È una delle richieste avanzate dalle Regioni.

“A tal riguardo – si legge ancora – si rende opportuno l’ampliamento della cabina di regia ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese – si chiede -. È necessario, inoltre, condividere maggiormente i provvedimenti e garantire sempre i risarcimenti sia nel caso di provvedimenti restrittivi di livello nazionale che regionale. In questo contesto appare assolutamente necessario procedere ad un chiarimento sulle competenze statali e regionali al fine di allinearne la tempistica e la relativa efficacia”.