Obesità, scoperta proteina che può bloccare l’ aumento di peso

191

Avere molti chili di troppo, si sa, fa male. E comporta una serie di conseguenze a breve e a medio-lungo termine. Nella vita di tutti i giorni, le persone obese presentano affanno, anche compiendo attività fisica di bassa intensità, sudano profusamente, hanno disturbi del sonno e russano (questa condizione può arrivare fino alla sindrome delle apnee notturne, che comporta una scarsa ossigenazione del sangue anche per lunghi periodi durante il sonno notturno e aumenta il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari, quali ictus e infarto), hanno sonnolenza diurna e problemi alle articolazioni (dolori a schiena, ginocchia e anche). Inoltre, frequentemente auto-limitano la loro vita sociale e hanno problemi della sfera psicologica, quali bassa autostima, che possono sfociare nella depressione.

La buona notizia per i soggetti obesi arriva dalla scoperta di una proteina che potrebbe essere al centro dei futuri programmi di perdita di peso e contro l’obesità. E’ un italiano, il ricercatore Davide Ruggero dell’università della California a San Francisco, ad aver dimostrato, in uno studio condotto sui topi e appena pubblicato sulla rivista “Nature Metabolism”, come basti diminuire la sua attività, geneticamente o farmacologicamente, per ridurre l’acquisto di chili di troppo, pur se si dovesse adottare un’alimentazione ricca di grassi. La proteina in questione è la Elf4e, svolge un ruolo nell’avvio della sintesi proteica e si trova in tutte le cellule dell’organismo.

“Abbiamo scoperto che la proteina Elf4e aiuta a immagazzinare i grassi, e i topi con solo il 50% di questa proteina mangiavano molto ma non prendevano peso“, precisa Ruggero. L’obesità si sviluppa quando una persona consuma più energia di quanta ne spende. Con una dieta con molti grassi, proprio i grassi si accumulano in diversi organi, in quelle che vengono chiamate le “goccioline lipidiche”. Un loro eccesso nel fegato, per esempio, porta a malattie come la steatosi epatica non alcolica (il fegato grasso).

Gli studiosi hanno notato che l’attività della proteina Elf4e è responsabile della formazione delle goccioline lipidiche e i topi che ne hanno meno non solo avevano un fegato normale nonostante la loro dieta ricca di grassi, ma erano anche più energicamente attivi. “Se i topi normali e quelli con meno Elf4e corressero una maratona dopo aver mangiato, questi ultimi vincerebbero perché brucerebbero i grassi con più efficienza”, prosegue il ricercatore.