South Carolina, firmata la legge sull’aborto più severa in Usa: Vietato dopo 6 settimane di gravidanza, i medici rischiano fino a 2 anni

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Il governatore della South Carolina, il repubblicano Henry McMaster, ha firmato la legge sull’aborto più restrittiva degli Stati Uniti, quella che vieta l’interruzione della gravidanza dopo sei settimane di gestazione. E’ il periodo in cui solitamente si rileva il primo battito cardiaco del feto ma in cui molte donne non sanno ancora di essere incinte.

Dopo 6 settimane di gravidanza, l’interruzione sarà vietata e i medici rischiano 2 anni di carcere se dovessero infrangere la legge. Il governatore del South Carolina, il repubblicano Henry McMaster, ha firmato la nuova legge. Le prime 6 settimane di gestazione sono quelle in cui si rileva il primo battito cardiaco del feto, ma molte donne non sanno ancora di essere incinte. Proibire l’interruzione dell’aborto in un tempo così breve significa condannare alla maternità forzata milioni di donne che realizzano di essere incinta appena dopo. I medici che praticheranno l’aborto oltre questo periodo andranno incontro a pene fino a due anni di carcere. “Diventeremo lo Stato più pro-life del Paese”, aveva esultato giorni fa McMaster su Twitter.

In South Carolina era già previsto che l’aborto fosse concesso solo alle donne in pericolo di vita o se la gravidanza era il risultato di uno stupro o di un incesto. Negli Stati Uniti il dibattito sull’aborto ha già richiesto più volte l’intervento nei tribunali. Nel 2020, Colorado e Louisiana hanno votato sul diritto all’aborto, con due esiti opposti. Il primo ha respinto la misura sostenuta dal gruppo antiabortista Due Date Too Late che vietava l’interruzione di gravidanza dopo le 22 settimane di gestazione, consentendola solo in caso di rischio imminente per l’incolumità della donna. In questo caso, nessuna eccezione in caso di stupro, incesto o diagnosi fetali letali.