Vaccini, clamoroso!: Salvini A Draghi proporrà il modello Lombardia e Bertolaso

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Il sostegno della Lega al nascente governo Draghi è uno dei temi più caldi del dibattito politico italiano di questi giorni. Il leader leghista Matteo Salvini, in occasione di una conferenza stampa, ha preannunciato le proposte del partito da lui guidato: “Domani (nel secondo giro di consultazioni Draghi-Lega, ndr) la priorità che porteremo al tavolo del professor Draghi, mentre altri si occupano di ministeri e di poltrone, sarà soprattutto la salute“.

Ancora Salvini: “C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni. Proporremo a Draghi il modello Bertolaso“.

Governo Draghi: la svolta della Lega spiegata da Salvini

Domenica, nel corso di un’intervista a ‘Il Messaggero’, Salvini aveva spiegato la “svolta” della Lega con queste parole: “Col professore abbiamo parlato di vita reale, taglio di tasse e burocrazia, apertura di cantieri fermi e piano vaccinale serio, sicurezza e soldi europei da spendere bene. Sono soldi che dovranno essere utilizzati entro il 2026 e restituiti entro il 2056, siamo il primo partito italiano e vogliamo che il futuro dei nostri figli venga messo in sicurezza”.

Poi aveva aggiunto: “Vogliamo riempire di cose buone il tempo che separa gli italiani dal voto. Draghi ha un’idea dell’Italia che, per diversi aspetti, coincide con la nostra”.

Draghi, centrodestra diviso: botta e risposta Salvini-Meloni

Nell’intervista su ‘Il Messaggero’, Matteo Salvini ha inviato un messaggio a Giorgia Meloni, che ha scelto di stare all’opposizione: “Stimo e rispetto Giorgia, ma non condivido la sua scelta di isolarsi e di dire no. È il momento della responsabilità e del coraggio, non della paura”.

La risposta di Giorgia Meloni a Matteo Salvini non è tardata ad arrivare. Sempre a ‘Il Messaggero’, la leader di Fratelli d’Italia ha affermato: “Isolata rispetto a chi? Sicuramente rispetto al mainstream, non direi rispetto agli italiani, da quello che sento e che vedo. Mi interessa questo. In democrazia si risponde agli elettori e ci siamo presentati dicendo che non avremmo appoggiato governi tecnici e non saremmo andati al governo con Pd e M5S”.

Ancora la Meloni: “Non mi sento affatto isolata, anzi sento il dovere di dare voce a milioni di italiani che rivendicano il loro diritto di votare, come accade in tutte le democrazie del mondo, piuttosto che veder nascere l’ennesimo esperimento di Palazzo”.