Vaccino Covid, in Toscana il test per sapere se ha funzionato

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In Toscana esiste un test per scoprire se il vaccino anti Covid-19 ha funzionato e per controllare, nel tempo, la sua copertura. Lo strumento sarà messo a disposizione di una quarantina di laboratori privati nella Regione ed è diretto alle persone che si sono già sottoposte all’inoculazione delle dosi per la propria immunizzazione al virus. Attualmente non si conosce ancora quanto il vaccino duri nel tempo e l’esame dovrebbe essere un utile strumento per analizzare quanto gli anticorpi siano rimasti stabili nell’organismo o si siano abbassati.

Come funziona il test e quanto costa

Gli esami dovrebbero avere un costo attorno ai 25 euro, un prezzo calmierato che possa essere accessibile a tutti, senza distinzioni tra categorie e senza che diventi un test per pochi. Per prenotare il prelievo ci si dovrà collegare alla piattaforma online cupsolidale.it, oppure sarà possibile telefonare alle strutture che decideranno di offrire il servizio. Questo test, se ripetuto nel tempo, può servire a controllare che gli anticorpi restino stabili oppure può essere un campanello d’allarme nel caso risulti che si siano abbassati.

L’esame si chiama “Access Sars-Cov-2 IgG II” e si basa su degli analizzatori che sono stati prodotti dal gruppo statunitense Beckman Coulter. L’azienda avrebbe verificato una sensibilità molto alta seppure la tecnica somigli a quella di un normale test sierologico. La differenza è che, con il nuovo esame, si vanno ad analizzare aspetti diversi. Mentre i test sierologici di prima generazione dosavano le IgG e le IgM, questo prelievo può agevolmente verificare la presenza di anticorpi neutralizzanti Sars-Cov-2 IgG II che sono il frutto della vaccinazione. La sensibilità clinica del test si assesterebbe al 98,9%, mentre la sua specificità clinica al 99,9%.

Lo studio ha analizzato 1.448 campioni e il test sarebbe un ottimo mezzo per osservare la risposta immunitaria indotta dai vaccini. Il dosaggio anticorpale Beckman Coulter punterebbe al cosiddetto dominio di legame del recettore (RBD) della proteina spike (S1) e si rivelerebbe ideale nello studio della risposta immunitaria indotta dai vaccini che prendono di mira il Sars-Cov-2 Rbd S1 con l’obiettivo di produrre anticorpi protettivi.