Vito Crimi: “I 15 senatori che hanno votato No alla fiducia saranno espulsi

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“I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi”. Lo annuncia il capo politico, Vito Crimi, in un post su Facebook. “Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì – spiega -. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale”.

Morra: “Mi sento M5S fino al midollo”. Lezzi: “Crimi non può più decidere nulla a nome del Movimento”

Sull’espulsione in arrivo si era espresso in mattinata il senatore Nicola Morra, tra coloro che ha votato No a Palazzo Madama: “Per ora non mi è arrivata nessuna comunicazione. Io attendo fiducioso, poi valuterò. Mi sento M5S fino al midollo”. 

Già ieri, un’altra dissidente, la senatrice Barbara Lezzi, aveva detto: “Al di là del nostro giudizio, dobbiamo tutti ringraziare Vito Crimi per il lavoro svolto ma, da oggi, non può più decidere nulla in nome e per conto del M5s. Il M5s ha deciso di cambiare la propria governance. Da oggi non sarà più guidato da un capo politico e neanche da un reggente”. 

Date queste premesse, la querelle potrebbe finire in tribunale. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, diversi tra coloro che hanno avuto il “cartellino rosso” stanno infatti valutando di adire le vie legali, ricorrere al giudice contro quella che reputano un’ingiustizia. Che potrebbe indurli, tra le altre cose, a chiedere un risarcimento per danno di immagine. “C’è il quesito ‘truffaldino’ che è stato sottoposto alla base – racconta uno dei senatori all’Adnkronos – ma anche una serie di altre questioni. Per dirne una: il nostro Statuto mette nero su bianco che il voto di fiducia va dato a un premier espressione del Movimento, vi sembra che Draghi lo sia?”.