Il caro-prezzi va a insidiare uno dei prodotti Dop italiani più apprezzati e rinomati sia nel nostro Paese che all’estero, il Parmigiano Reggiano.

L’allarme latte in Italia era stato lanciato già durante i primi giorni del mese di settembre del 2022: l’aumento generale dei costi di produzione ha portato il latte a raggiungere prezzi mai visti prima d’ora e il rischio è che le tariffe salgano ancora nelle prossime settimane, arrivando a toccare quota 2 euro al litro. A favorire l’aumento dei prezzi per i consumatori finali, inoltre, è anche il confezionamento: carta e plastica continuano a subire rincari, facendo così salire ulteriormente i prezzi esposti nei supermercati italiani.

Secondo Roberto Gelfi, il Presidente della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Emilia Romagna: l’inflazione galoppante e l’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica che ha colpito tutta l’Europa mettono a repentaglio la regolare produzione del Parmigiano Reggiano.

Confagricoltura Emilia Romana ha analizzato la situazione odierna in Italia: secondo i dati elaborati, i costi di produzione del latte per il Parmigiano Reggiano sono aumentati del 40-50%. In crescita anche i costi della sua trasformazione: il 35-45% in più rispetto al 2021.

Il Parmigiano Reggiano è uno dei prodotti nostrani più famosi al mondo: non a caso è stato inserito nella classifica delle eccellenze alimentari italiane certificate Dop e Igp.  Secondo il Rapporto Ismea Qualivita, il Parmigiano Reggiano, nel 2020,  ha generato un valore complessivo di 1.285 milioni di euro.

L’associazione degli agricoltori dell’Emilia Romagna, inoltre, ha fatto sapere che nelle stalle del circuito di produzione della Dop, la spesa per l’energia elettrica è passata da 24 euro al mese per capo a 76 euro al mese. Il gasolio agricolo è salito da 15 euro a 35 euro per capo, e l’erba medica per l’alimentazione del mercato ha toccato quota 96 euro per capo, quando in precedenza non superava i 56 euro.

Numeri che fotografano una situazione molto delicata per tutto il settore del latte alimentare in Italia, colpendo sia il consumo diretto che quello per le produzioni lattiero-casearie. Marcello Bonvicini, Presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, ha detto la sua riguardo al periodo di crisi:

“Il prezzo del latte crudo alla stalla è sottostimato da decenni e adesso con l’incasso di un mese l’allevatore ripaga a malapena il mangime e il carburante e restano fuori tutte le altre spese. Non si capisce perché permanga una sostanziale differenza tra le quotazioni stabilite negli accordi quadro, attualmente sui 60 centesimi circa al litro iva inclusa, e quelle del libero mercato”.