Allarme per le bevande senza zucchero: sono (molto) pericolose

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Oltre 50 paesi nel mondo adottano la sugar tax, la tassa sulla bevande zuccherate: tra questi non c’è l’Italia, anche se il dibattito è aperto anche nel nostro paese. La tassa è solo l’ultimo degli espedienti per rendere queste bevande più costose e quindi scoraggiarne l’abuso, alla luce dei problemi alla salute che causano.

Uno studio dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine, ha coinvolto 450.000 adulti di 10 paesi, in un arco temporale di 16 anni: si tratta del più grande studio mai effettuato per indagare i collegamenti tra consumo di bibite analcoliche e mortalità.

I risultati non sono confortanti: secondo l’analisi, chi ha consumato due o più bicchieri di bibite analcoliche  con dolcificanti artificiali da 250 ml al giorno ha avuto un rischio aumentato di morte nei successivi 16 anni del 26%, mentre chi aveva consumato due o più bicchieri uguali ma di bevande zuccherate ha fatto registrare un aumento del rischio dell’8%.

Le bevande con dolcificanti artificiali sarebbero quindi ancora più pericolose, ma attenzione: come avvertono gli stessi autori dello studio, bisogna tenere in considerazione diversi fattori oltre l’alimentazione (fumo, movimento fisico).

Il dottor Neil Murphy, co-autoredello studio, ha spiegato: “La sorprendente osservazione nel nostro studio è stata che abbiamo trovato associazioni sia per bevande analcoliche zuccherate che per quelle dolcificate artificialmente con il rischio di morte per qualsiasi causa. Sono ora necessari ulteriori studi per esaminare le conseguenze a lungo termine sulla salute di specifici edulcoranti artificiali che sono comunemente usati nelle bevande analcoliche, come l’aspartame e l’acesulfame di potassio.”

Che le bevande dietetiche non fossero un toccasana per la salute era già noto: sia per un discorso psicologico, perchè sembrano in qualche modo autorizzare chi le beve ad eccedere in altri alimenti “vietati”, sia perchè il ridotto (o inesistente) apporto calorico non è sempre garanzia di salubrità.