Il caldo improvviso di questi giorni, oltre a coglierci impreparati, ha avuto un’altra conseguenza da non sottovalutare: il proliferare delle zecche.

Sono circa 900 le specie conosciute nel mondo e nel nostro Paese le più comuni sono l’Ixodes ricinus, o zecca dei boschi, vettore della malattia di Lyme e dell’encefalite da zecche, e la Rhipicephalus sanguineus, o zecca del cane, che può causare varie malattie e diffondere diversi agenti patogeni per gli animali e per l’uomo.

Cosa sono le zecche e dove vivono

Le zecche sono antropodi dell’ordine degli Ixodidi, compreso nella classe degli Aracnidi, cui appartengono anche acari, ragni e scorpioni e si nutrono di sangue. In Italia si contano 36 specie note. Sono animali piccolissimi, da pochi millimetri a un centimetro, dalla forma rotondeggiante e un apparato boccale, il rostro, attraverso cui succhiano il sangue, che non si distingue quasi dal resto del corpo se si tratta di zecche molli (Argasidae).

Le zecche dure, (Ixodidae), dotate di scudo dorsale rigido, hanno un rostro ben più visibile, anatomicamente adatto a pasti più lunghi. Una volta trovato l’ospite di cui “cibarsi”, infatti, le zecche molli effettuano dei pranzi che possono durare ore, le zecche dure li possono protrarre anche per settimane.

Attive d’estate

Durante l’inverno in genere vivono nascoste, al riparo, sotto le pietre, nelle crepe dei muri soprattutto dei ricoveri per animali per poi tornare attive d’estate. Ovviamente, il cambiamento climatico di questi ultimi anni sta intervenendo anche sulla loro attività. In primavera-estate prediligono i luoghi ricchi di vegetazione, pascoli e boschi, e pieni di animali, come ricoveri e stalle.

Sono molto sensibili all’anidride carbonica emessa dal corpo quindi quando avvertono la presenza di una persona o di un animale si spostano sulla parte più alta dei cespugli, dell’erba o delle piante e si aggrappano al passeggero quando passa, conficcando il rostro nella pelle e cominciando a succhiare il sangue. Inoltre, nella loro saliva è presente una sostanza quasi anestetica che non fa avvertire il morso al malcapitato. Di solito rimangono sull’ospite dai 2 ai 7 giorni, poi se ne vanno.

Cosa può causare il morso di una zecca

L’Istituto Superiore di Sanità segnala le patologie infettive più comuni in Italia veicolate dalle zecche, a cominciare dall’encefalite da zecca, molto subdola perché inizia con febbre alta, mal di testa, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni, per poi passare all’improvviso e ripresentarsi (non sempre) dopo circa 10-20 giorni con disturbi del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi).

Anche i cani possono essere colpiti da questa infezione e manifestano sintomi come febbre alta, convulsioni, deficit neurologici e paresi. Se l’infezione si presenta in maniera grave purtroppo non c’è modo di curarla  e può portare alla morte del nostro amico a quattrozampe.

Poi c’è la malattia di Lyme, che ha tormentato anche personaggi famosi, tra cui Justin Bieber, Avril Lavigne, Richard Gere. Non si diagnostica facilmente perché sintomi mutevoli e a fasi alterne, ma nel punto del morso compare una piccola macchia rossa (eritema migrante) che piano piano si espande.

L’infezione può colpire sistema nervoso, la pelle, gli organi interni e se non curata diventa cronica. Anche nel cane può manifestarsi con un rush cutaneo a cui seguono sintomi come affaticamento, zoppia, astenia. Va presa in tempo per poter essere curata a dovere. Esiste anche un vaccino ma l’arma più efficace resta la prevenzione.

Le rickettsiosi appartengono al gruppo delle febbri esantematiche e sono causate da rickettsie, batteri trasmessi dalle zecche dure. Ha un periodo di incubazione fra i cinque e i sette giorni e si manifesta improvvisamente con sintomi simili all’influenza, poi però appaiono esantemi su caviglie, polsi, mani e piante dei piedi. Per quel che riguarda i cani, i sintomi sono molto simili: febbre, dolore articolare, vomito, diarrea. Se presa in tempo si può curare con gli antibiotici .

La febbre ricorrente da zecche si presenta dopo un lasso di incubazione che va dai cinque ai quindici giorni con febbre, sintomi influenzali, alternati a giorni senza nulla. Si cura in genere con antibiotici. Anche l’erlichiosi  ha un periodo di incubazione che va dalla settimana ai venti giorni e presenta sintomi influenzali.

Nei bambini possono esserci anche manifestazioni come quelle del morbillo. Si cura con facilità, solo le persone anziane possono avere complicazioni a livello vascolare e renale. Nei nostri amici animali, cani e gatti, ha una prima fase acuta con sintomi più o meno evidenti, come febbre o inappetenza. Poi potrebbe andare tutto a scemare ma la malattia continua a progredire e può sviluppare anche quandri clinici mortali.

Come rimuovere le zecche

Le zecche attaccate al corpo, dell’uomo o di altro animale, vanno rimosse subito. Per farlo la cosa migliore è utilizzare delle pinzette con le quali si afferra il corpo del parassita e con leggero movimento rotatorio antiorario lo si estrae. Disinfettare subito il luogo della puntura e tenerlo sotto controllo nei giorni seguenti.

Una buona idea è quella di conservare, per qualche giorno, la zecca in provetta con l’alcol perché, se sopraggiugono problemi come febbre, dolori articolari, si può fare un esame, il PCR (Polymerase chain reaction), per scoprire subito quale patogeno albergava e intervenire di conseguenza.

La prevenzione

La prevenzione è fondamentale per diminuire la possibilità di essere punti dalle zecche. I suggerimenti sono quelli di base: cercare di evitare di camminare nei terreni con l’erba alta, indossare pantaloni e magliette che coprano il corpo il più possibile e scarpe chiuse quando si va in campagna e montagna.

Utile potrebbe essere mettere un cappello, soprattutto per i bambini ed evitare di sdraiarsi a terra, sul prato. Si consigliano anche vestiti di colore chiaro per individuare meglio la presenza di animali addosso, fare un controllo attento quando si arriva a casa sugli abiti, sul proprio corpo e su quello dell’animale da compagnia.

Per questi ultimi è fondamentale l’uso degli anti parassitari, consultandosi col veterinario. Attenzione però, ormai le zecche sono attive quasi tutto l’anno e stanno anche ampliando il raggio di azione. Quindi, occhi aperti sempre contro questi pericolosi parassiti.