Allergia ai pollini, raffreddore da fieno, congiuntivite e occhi che prudono? Ecco come tenere traccia dei periodi di pollinazione.

Allergia al polline

Oltre agli acari della polvere, agli epiteli (peli) di animali (cane, gatto) e a svariati alimenti e medicinali, tra gli allergeni più comuni c’è il polline: “Si tratta di un allergene definito ‘stagionale’, poiché ha caratteristiche di diffusione diverse a seconda del periodo di fioritura della pianta, oltre che delle aree geografiche. 

In Italia, ad esempio, è durante la primavera che il numero di piante che fioriscono aumenta, in particolare gli alberi, come graminacee, betullacee, cupressacee e parietaria, rilasciando un’alta quantità e varietà di pollini nell’aria. Quando a scatenare la reazione allergica è appunto questo tipo di allergeni, si può parlare di allergia ai pollini o pollinosi”. 

I sintomi dell’allergia ai pollini 

“La sintomatologia può variare a seconda della quantità di polline cui si è esposti e in base alla via di contatto, ad esempio, per inalazione, ingestione oppure per contatto con la pelle o le mucose (naso, occhi, vie aeree). 

Quando il contatto interessa le vie aeree superiori e gli occhi, la reazione allergica può manifestarsi con: 

  • rinite
  • starnuti continui
  • congestione nasale
  • congiuntivite con occhi arrossati che lacrimano
  • maggiore sensibilità alla luce. 

Quando viene colpita la cute possono comparire:

  • dermatite
  • orticaria, con prurito intenso.  

Se a essere interessate sono le vie aeree inferiori, può insorgere:

  • l’asma, con comparsa di broncospasmo
  • dispnea (mancanza d’aria)
  • sensazione di costrizione toracica
  • tosse con frequenti risvegli notturni per la presentazione dei sintomi anche durante il sonno”, approfondisce la specialista. 

Piante che causano allergie

Non tutte le piante presenti in natura causano fortunatamente allergie. Si stima infatti che la maggior parte delle persone atopiche sia sensibile solo al polline di alcune specie vegetali tra le tante che crescono nel nostro Paese. Le specie responsabili di allergie sono comunque numerose poiché appartengono a famiglie che contano molti esemplari, tra cui:

  • Graminaceae (avena, grano, gramigna, segale)
  • Asteraceae o Composite (assenzio, camomilla, girasole)
  • Betullaceae (betulla, ontano)
  • Oleaceae (olivo, frassino e ligustro)
  • Salicaceae (pioppo e salice)
  • Corylaceae (nocciolo e carpino)
  • Cupulifere (faggio, quercia, castagno)

Altre piante appartenenti a famiglie di verse, i cui pollini possono causare allergie sono cipresso, platano, ippocastano, acero, gelso, robinia, mimosa, tiglio, pino.

Calendario dei pollini

Sebbene il periodo di pollinazione possa variare leggermente nelle varie zone del Paese in base al clima, nonché di anno in anno in relazione alle condizioni meteo, è possibile stilare un calendario dei pollini almeno approssimativo.

  • Betulaceae: da gennaio ad aprile
  • Coryliaceae: da gennaio a maggio
  • Oleaceae: da marzo a giugno
  • Cupuliferae: da marzo a giugno
  • Salicaceae: da marzo a settembre
  • Graminaceae: da aprile ad agosto
  • Asteraceae: da giugno a settembre

Per le altre piante responsabili di allergie ai pollini, i periodi di pollinazione sono abbastanza variabili e generalmente includono tutto il periodo che va dalla primavera all’inizio dell’estate, dunque dal mese di aprile fino a giugno. La bella stagione coincide infatti con la produzione di polline da parte della maggioranza delle specie vegetali. Fanno eccezione le Cupressaceae come pini e abeti, il cui periodo di pollinazione avviene nei mesi freddi, in particolare a gennaio e a febbraio.

Per riassumere:

  • A gennaio e febbraio e troviamo i pollini di Betulaceae, Coriliaceae, Cupressaceae e parietaria;
  • a marzo si aggiungono Oleaceae, Salicaceae, Cupoliferae;
  • ad aprile inizia il periodo di pollinazione delle Graminaceae
  • a giugno le Asteraceae.

I periodi di pollinazione continuano poi, in base alle specie, fino al termine dell’estate. A partire da settembre-ottobre, la quantità di pollini si riduce per annullarsi completamente nei mesi di novembre e dicembre.

La prevenzione naturale

La medicina naturale offre una vasta gamma di rimedi mirati e privi di effetti collaterali, utili sia per la prevenzione che per tenere sotto controllo i fenomeni allergici più comuni, tra cui l’oligoterapia, che può essere un valido aiuto per chi soffre di allergia ai pollini. La prevenzione va iniziata un mese prima dell’arrivo dei pollini responsabili dell’infiammazione, assumendo tre oligoterapici a giorni alterni:

  • manganese, una fiala sublinguale alla settimana, da assumere sempre lo stesso giorno
  • zolfo, una fiala tre volte alla settimana
  • fosforo, una fiala tre volte alla settimana

Tra le erbe possiamo scegliere l’estratto fluido di Rosa Canina – ricchissimo di vitamina C e flavonoidi dalle proprietà astringenti, antinfiammatorie e antistaminiche – utile anche nelle allergie alimentari per modulare le difese, sfiammare l’intestino e favorire l’eliminazione delle tossine. Se ne assumono 30 gocce in poca acqua tre o quattro volte al giorno, per due mesi.

Ottimo come preventivo è anche il macerato glicerico di Ribes Nero, un’erba antinfiammatoria dall’azione simil-cortisonica paragonabile a quella dei farmaci di sintesi ma totalmente priva di tossicità, che la rende il miglior rimedio naturale delle allergie respiratorie, e nelle pollinosi in genere. Se ne assumono 50 gocce una o due volte al giorno diluite in poca acqua, iniziando almeno un mese prima e proseguendo per 4 mesi.