L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa in costante aumento: si stima infatti che il numero di persone affette da demenza triplicherà nei prossimi trent’anni, comportando enormi costi assistenziali e sociali. Per questo, la riduzione del rischio di questa malattia sta diventando una vera e propria priorità.

La prevenzione dell’Alzheimer e i fattori di rischio

Sul versante della prevenzione esistono una serie di studi molto interessanti: si calcola che ben il 35% dei casi di Alzheimer possa essere ridotto grazie all’intervento su fattori modificabili, sui quali è possibile agire il più precocemente possibile cambiando il proprio stile di vita. Nello specifico sarebbero coinvolti 7 importati fattori:

  • il basso livello educativo;
  • l’obesità;
  • il diabete;
  • l’ipertensione;
  • il fumo;
  • la depressione;
  • l’inattività fisica.

Alzheimer, seguire una dieta equilibrata previene la malattia

Nutrire il nostro cervello nel modo giusto aiuta a ridurre il rischio di malattia di Alzheimer. In particolare, la dieta mediterranea si è rilevata incredibilmente efficace. Gli alimenti, che è utile consumare quotidianamente e in quantità, sono frutta e verdura (meglio se di stagione), pane, pasta e cereali (meglio se integrali), olio di oliva, cipolla, aglio e spezie per insaporire i piatti, invece del sale.

Un manciata al giorno di frutta secca o semi oleosi è considerata preziosa per la prevenzione di questo tipo di demenza, in virtù del contenuto di vitamina E, che può essere assunta anche con il consumo di cereali da colazione addizionati, ma che è presente naturalmente soprattutto in spinaci, peperoni, pomodori, avocado, papaya e mango.

In generale, in un regime alimentare bilanciato non devono mai mancare legumi, frutta, verdura e cereali integrali, poiché quasi del tutto privi di grassi saturi o parzialmente idrogenati che favoriscono la formazione e l’accumulo nel cervello di proteine beta-amiloidi, principali responsabili del declino cognitivo e contenuti in prodotti industriali, olio di palma e di cocco, carni e latticini.

Per non privarsi della vitamina B12 presente nei cibi di origine animale, si può ricorrere a specifici integratori: molti scienziati evidenziano che adottare una dieta prettamente vegetariana contribuisce a limitare le possibilità di sviluppare l’Alzheimer; anche B6 ed acido folico sono considerati essenziali per ridurre i livelli di un amminoacido, l’omocisteina, ritenuto responsabile della compromissione delle facoltà mentali. Per completare il quadro, è essenziale praticare attività fisica per almeno 2 ore alla settimana.