Oltre 50 milioni di persone nel mondo sono attualmente affette da Alzheimer. Con l’invecchiamento della popolazione, è probabile che questo numero possa solo continuare a crescere, poiché la vecchiaia è uno dei maggiori fattori di rischio per la demenza. Ma fino a quando i ricercatori non trovano una cura, è importante avere dei modi per diagnosticare in modo precoce ed efficace questa condizione, per fornire ai pazienti il ​​miglior trattamento possibile.

Il modo di camminare può cambiare diversi anni prima di sviluppare l’Alzheimer. Questo perché il morbo di Alzheimer è associato alla morte delle cellule cerebrali, che possono influenzare molte cose che diamo per scontate nella vita di tutti i giorni, come la memoria e il pensiero e anche il cammino.

Secondo una ricerca recente,  le modifiche nell’equilibrio di una persona o nel modo in cui cammina potrebbero rivelare molto sul suo stato cognitivo.

In particolare, lo studio pubblicato su WebMD, evidenzia che le persone che camminavano lentamente o avevano uno scarso equilibrio avevano maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di Alzheimer nei sei anni successivi.

Cosa c’entra la camminata o l’equilibrio con la perdita di memoria? Questi cambiamenti indicano che le cellule del cervello e la comunicazione neurale si stanno deteriorando più o meno lentamente. Questo danneggiamento a livello cerebrale progredirà fino alla demenza in fase avanzata, compromettendo la capacità del paziente di camminare liberamente o elaborare informazioni sul proprio ambiente fisico.

In alcuni casi la perdita di equilibrio può essere attribuita a una demenza vascolare allo stadio iniziale. Secondo quanto affermato dagli esperti di Dementia Care Central, nelle fasi iniziali, o anche prima che si sviluppino altri sintomi di demenza, perdere l’equilibrio stando in piedi o camminando può indicare un maggiore potenziale di sviluppo dell’Alzheimer”.

Il cervelletto è la parte del cervello che controlla i movimenti del corpo e le malattie che colpiscono questa parte del cervello, come la demenza, hanno maggiori probabilità di intaccare in primis l’equilibrio e la propriocezione.

Capire che i diversi tipi di demenza hanno modelli unici di cammino potrebbe aiutare i pazienti a ricevere la diagnosi corretta. E questo può consentire ai ricercatori di comprendere meglio gli effetti della demenza sul cervello e sul corpo in fasi più precoci, aiutando il trattamento e la prevenzione in futuro.


Per le persone stesse con Alzheimer, la diagnosi precoce può dare a loro e alle loro famiglie più tempo per capire la diagnosi e fare piani per il futuro. Al momento non esiste una cura per la demenza, ma una diagnosi accurata dà accesso a supporto e informazioni, e a trattamenti per aiutare ad alleviare i sintomi.