Hanno postato le ultime foto insieme con la scritta «Happy end», lieto fine, dandosi il loro ultimo bacio e poi si sono gettati da un ponte in Armenia. È morta così qualche giorno fa una coppia di giovani ragazzi chiamati Arsen e Tigran che aveva come unica “colpa” quella di amarsi e volersi bene.

La loro storia è raccontata dall’Associazione Pink Armenia un’associazione che sostiene i diritti Lgbtqi+ in un paese che, nonostante abbia abolito il reato di omosessualità dal 2003, rimane tutt’oggi fortemente omofobo.

La foto è diventata virale sul web e ha portato moltissimi commenti, non solo di sostegno. C’è stato anche qualcuno che ha scritto che i due, essendo gay, avevano una valida motivazione per togliersi la vita e anche che tutti gli altri omosessuali dovrebbero farlo. Commenti inaccettabili, attacchi d’odio che non si sono fermati nemmeno davanti alla morte. Figli dell’intolleranza in un paese dove non c’è alcun rispetto dei diritti Lgbtqi+.

La situazione in Armenia

In Armenia c’è ancora molto da fare per quel che riguarda i diritti per la tutela dei gay. Molte persone del Paese nutrono un odio radicato contro gli omosessuali, che si ritrovano non di rado costretti a subire violenze fisiche e psicologiche senza potersi avvalere di alcun genere di salvaguardia.

In Armenia, infatti, l’omosessualità non è tutelata dalla società e dallo Stato. “Sentimenti di colpa, paura, auto-colpevolizzazione e vergogna dovuti all’atteggiamento della società nei confronti del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere”, scrive Pink Armenia, invitando chiunque abbia bisogno di sostegno a chiedere aiuto.