Le bacche di aronia arrivano dall’America, ma ormai sono diffusissime nell’Est Europa. Hanno numerose proprietà benefiche, dovute soprattutto al loro elevato apporto di antiossidanti. Ecco dove trovarle e come mangiarle, all’interno di una dieta equilibrata.

I nativi americani le usano da tempi antichi per contrastare gli effetti del raffreddore. Questo perché contengono naturalmente vitamina C (100 g forniscono il 34% della dose giornaliera raccomandata) e tre diversi tipi di polifenoli che hanno attività antinfiammatoria e antiossidante e sono utili per neutralizzare i radicali liberi e per mantenere l’efficienza del sistema immunitario.

Le sostanze antiossidanti contenute nelle bacche di Aronia aiutano anche a ridurre l’ossidazione dei lipidi nelle cellule (detta perossidazione lipidica plasmatica) facilitata dalla presenza di stress ossidativo. Se associate a una alimentazione adeguata, possono contribuire a ridurre i valori di:

  • colesterolo totale e colesterolo “cattivo” LDL,
  • trigliceridi,
  • glucosio a digiuno.

Si tratta di tre parametri che possono indebolire la funzionalità del cuore, in quanto fattori di rischio. La vitamina K presente nelle bacche, inoltre, contribuisce sia a impedire che si possano formare coaguli che ostacolano la corretta circolazione sanguigna, sia ad abbassare la pressione.

Le bacche di Aronia possono avere effetti benefici anche sulle infezioni delle vie urinarie, come la cistite. Contenendo tante fibre, possono favorire il regolare transito intestinale.

Le proprietà delle bacche di aronia non si esauriscono con gli antiossidanti. Al loro interno si trovano anche vitamine del gruppo B (fra cui l’acido folico), minerali (soprattutto potassio e zinco, ma anche un po’ di calcio, magnesio e ferro), fitosteroli (sostanze utili contro il colesterolo alto) e pectine (fibre solubili utili in campo alimentare per le loro proprietà gelificanti).

Infine, possono avere effetto ricostituente e tonico, utile per migliorare l’efficienza dell’organismo in caso di stress, superlavoro, studio intenso, stanchezza cronica e convalescenze.