L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica, sistemica potenzialmente invalidante, ad eziologia non chiaramente definita, ma verosimilmente di origine autoimmune.

La patologia colpisce prevalentemente le articolazioni in modo simmetrico, ma essendo sistemica può coinvolgere molti organi del corpo, per esempio cuore, polmone e reni.

Sintomi

I sintomi comunemente associati all’artrite reumatoide interessano le sedi articolari interessate da malattia e comprendono gonfiore, sensazione di calore, dolore, rigidità soprattutto mattutina e limitazione nei movimenti.

Uno studio, condotto da un’equipe della Fondazione Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica, individua in un batterio nella bocca la causa probabile dell’artrite reumatoide.

L’artrite reumatoide potrebbe infatti essere scatenata da un batterio presente sulle gengive (la Glaesserella parasuis), batterio che indurrebbe reazioni immunitarie improprie da parte dell’organismo.

La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di un vaccino o di terapie antibiotiche per i soggetti a rischio. Come spiega il prof. Francesco Ria – fra gli autori della ricerca -, la Glaesserella è riconosciuta come “nemico” dalle stesse cellule del sistema immunitario che si scatenano contro le articolazioni nell’artrite reumatoide.

E non è tutto: la presenza del DNA del batterio è stata riscontrata nel 57,4% delle gengive dei pazienti affetti dalla malattia. Insomma, la molla scatenante di tutto potrebbe essere proprio il batterio del cavo orale.

Come detto, lo studio apre il campo alla ricerca di vaccini e/o antibiotici, che potrebbero aiutare a prevenire l’artrite infiammatoria e a renderne meno importante il decorso, rivoluzionando il futuro della patologia stessa.