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A volte non ci si pensa ma accappatoi e asciugamani sono tra i pezzi di biancheria più soggetti alla formazione di germi e batteri sulla loro superficie.

Oltre al pavimento, sul quale parrebbero vivere in media circa 2 milioni di batteri, solitamente risulta particolarmente critica la situazione della biancheria, che essendo pensata per asciugare il corpo rimane spesso bagnata dopo l’utilizzo e questo rende il proliferare dei germi molto più probabile. Tali microrganismi infatti trovano in questa condizione fatta di umidità, PH ottimale, residui organici e ossigeno, il loro habitat naturale.

Onde evitare che questi si trasferiscano sulla pelle ad ogni utilizzo è quindi fondamentale cambiarli con regolarità.

L’umidità è il nemico numero uno

Capita a volte di entrare in bagno e sentire uno strano odore provenire da un asciugamano o un accappatoio. In questo caso l’unica cosa da fare è lavare immediatamente il capo dal quale proviene. L’odore poco gradevole, infatti, è dovuto alla muffa che si sta formando sul tessuto umido e non eliminarla immediatamente, oltre al cattivo odore espone al contatto con microrganismi potenzialmente dannosi per la pelle.

In caso non si abbia la possibilità di lavare la biancheria nell’immediato si consiglia almeno di non usarla e in attesa di pulirla di stenderla, ancor meglio se al sole, così da permettere al tessuto di asciugarsi e rallentare la proliferazione della muffa.

Ogni quanto tempo cambiare gli asciugamani

Per mantenere un livello di igiene personale ottimale è importante che ogni componente della famiglia sia dotato di un proprio set di salviette da bagno, che andrebbero cambiate con regolarità.

In assenza di sporco straordinario, l’ideale sarebbe sostituire gli asciugamani due volte a settimana, ad eccezione di quello del bidet che andrebbe lavato con più frequenza.

Stabilire una routine settimanale, con giorni precisi deputati a questa operazione può aiutare a non dimenticarsene e a non far passare troppo tempo tra un lavaggio e l’altro.

Ovviamente in caso ci si accorga che gli asciugamani siano sporchi o bagnati prima del giorno prestabilito è bene cambiarli, onde evitare di esporsi alla contaminazione dei germi.

Ogni quanto tempo cambiare gli accappatoi

Gli accappatoi, se possibile, sono ancora più sporchi delle salviette usate per il viso perché oltre all’umidità, sulla loro superficie rimangono spesso impigliati cellule morte, capelli e residui di detergenti, che possono aiutare germi e batteri a proliferare.

Per questo motivo è importante prestare particolare attenzione alle loro condizioni. Il primo accorgimento da adottare è quello di farli asciugare bene dopo averli usati e prima di riappenderli nel solito posto in bagno.

In assenza di sporco particolare il lasso di tempo ideale che dovrebbe intercorrere tra un lavaggio e l’altro è di dieci giorni ma anche in questo caso è bene fare affidamento sul proprio naso e sostituire l’accappatoio al primo accenno di cattivo odore.