I primi asparagi furono seminati circa 2000 anni fa nell’area del Mediterraneo dal popolo egizio e anche in Asia Minore. Successivamente, furono coltivati da diversi popoli: tra i principali quello francese, durante il regno del Re Sole, il quale amava particolarmente il sapore di questa verdura. 

Gli asparagi possiedono diversi benefici utili per la salute dell’organismo, oltre a essere ricchi di ottimi micronutrienti. Se inseriti in una corretta dieta quotidiana, si possono assumere molte fibre e folati: infatti, ingerendo all’incirca 100 grammi di asparagi si raggiunge una percentuale pari al 75% del fabbisogno quotidiano di acido folico. 

Gli asparagi e i benefici della clorofilla

Gli asparagi sono noti per le loro proprietà diuretiche e depurative. Scegliete quelli verdi, più ricchi di clorofilla, una sostanza antiossidante e disintossicante particolarmente utile per ripulire organi e tessuti dell’organismo dall’eccesso di scorie dannose

Gli asparagi vantano anche ottimi valori nutrizionali: in particolare le vitamine (A, C, E e K) e il cromo, elemento necessario per attivare l’insulina (fondamentale per il passaggio del glucosio presente nel sangue alle cellule) e quindi indispensabile quindi per chi soffre di diabete. Si consiglia di consumare asparagi anche a chi ha la necessità di diminuire il colesterolo: sempre grazie al cromo, che lavora sul metabolismo dei grassi con i fitati (altrettanto presenti in questa verdura), si può cercare di ridurlo. 

Gli asparagi hanno 20 calorie ogni 100 grammi e, in generale, sono tra gli ortaggi più ricchi di fibre: sono infatti dei validi alleati per mantenere una corretta motilità intestinale, dal momento che eliminano le sostanze in eccesso. Inoltre, sono ideali da consumare all’interno di regimi alimentari ipocalorici, poiché conferiscono un buon senso di sazietà. 

Non solo: gli asparagi contengono un buon quantitativo di proteine con un’alta presenza dell’aminoacido non essenziale di nome asparagina: quest’ultimo elimina i residui di azoto (prodotti dal catabolismo degli aminoacidi), aiutando i reni a lavorare correttamente.

Diversi studi hanno dimostrato che l’asparagina è ottima anche per diminuire le conseguenze derivate da un eccessivo utilizzo di alcol.  

Gli asparagi sono ortaggi dalle innumerevoli proprietà: per questo se ne consiglia l’utilizzo in cucina, in particolare alle persone che soffrono di malattie reumatiche e cardiache.

Asparagi, ideali per combattere la ritenzione idrica

L’asparago ha ottime proprietà diuretiche e depurative ed è un valido rimineralizzante: è consigliabile aumentarne il consumo soprattutto a marzo e aprile, durante il periodo di prima raccolta, quando l’organismo in particolare intestino, reni e pelle necessita di una pulizia profonda. Tra le vitamine presenti nell’ortaggio spiccano la C e la A, che rallentano la sclerosi dei tessuti e ringiovaniscono la pelle, migliorando il tono cutaneo e muscolare.

Tra i sali minerali, oltre a calcio e magnesio, troviamo il potassio (favorisce l’eliminazione dei liquidi dai tessuti), manganese, fosforo e bromo, sedativi della fame nervosa. Gli asparagi contengono anche la rutina, che rinforza i capillari, e purine, che riducono il ristagno dei liquidi conferendo alla pelle un aspetto tonico, compatto, senza cellulite.

L’asparago è un vegetale spazzino, ripulisce contemporaneamente intestino, fegato, reni, polmoni e pelle. Essendo un alimento altamente alcalinizzante, va a modulare l’equilibrio acido-basico del sangue e della linfa, spesso alterato da un’alimentazione invernale ricca di alimenti acidi, come le proteine animali e i dolci. L’azione diuretica e anti acido dell’asparago ha quindi un immediato effetto dimagrante perché smuove l’eccesso di ristagni.

Conservati o surgelati: quali scegliere?

L’asparago surgelato mantiene intatte le sue proprietà; è consigliabile quindi in stagione fare incetta e dopo averli lavati, delicatamente sfregati e pronti per la cottura, metterli in sacchetti appositi e surgelarli per poterli consumare tutto l’anno. Per “riattivarli” è sufficiente immergerli in acqua bollente, senza farli bollire e lasciarli qualche minuto, quindi trattarli secondo ricetta. Il metodo migliore è saltarli freschi in padella per consentire di mantenere all’interno le sostanze funzionali, che con la bollitura andrebbero disperse in acqua. L’uso continuativo durante l’anno ne garantisce l’efficacia terapeutica.

Un’avvertenza: alcuni soggetti, ingerendoli, potrebbero manifestare delle reazioni allergiche; devono prestare particolare attenzione coloro che soffrono di allergia al nichel. Infine, l’effetto diuretico di queste verdure è formidabile, ma non indicato per chi soffre di cistite, reumatismi, prostatite, calcoli renali e nefropatie.