AstraZeneca e seconda dose, i medici: “Su richiamo decidiamo noi”

Il dibattito sul mix di vaccini per chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ora, stando alle indicazioni del ministero della Salute, dovrebbe ricevere la seconda di Pfizer o Moderna, tiene banco ormai da qualche giorno. In una nota trasmessa all’Adnkronos Salute, Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), ha fornito il suo parere.

Anelli ha suggerito l’idea che a scegliere la soluzione migliore per il cittadino sia il medico: “I vaccini non sono giocattoli, come i farmaci hanno effetti collaterali come abbiamo imparato e prevedono una prescrizione medica, quindi una responsabilità per la decisione assunta di cui il medico risponde in sede civile e penale. Il cittadino può accettare o meno la decisione del medico, ma il ragionamento su quale vaccino deve prendere per il richiamo spetta al dottore“.

Anelli è intervenuto in risposta alle parole del farmacologo Silvio Garattini, presidente dell’Irccs Mario Negri, che aveva invece proposto di essere “pragmatici e lasciare ai cittadini la scelta della dose, proprio per aumentare la copertura vaccinale”.

Il presidente della Fnomceo ha quindi adottato un approccio di mediazione: pur dando ragione a Garattini in merito all’approvazione della scelta del cittadino, ha tuttavia ribadito che questa deve essere presa dopo un consulto col medico.

“La cosa che ci ha insegnato l’esperienza pandemica è che i vaccini possono avere dei rari effetti avversi – ha aggiunto Anelli – i medici sanno come gestire questa cosa e lo fanno in Italia ogni minuto assumendosi tutte le responsabilità”.

“Affidare ai cittadini la scelta o stravolgere competenze che per legge non spettano ad altri professionisti sarebbe un errore. Sarei molto preoccupato, ad esempio, per quello che potrebbe accadere con le vaccinazioni in farmacia, se dovessimo abdicare a questo principio”, ha concluso Anelli.

Quanto alle mascherine, “credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all’obbligo della mascherina all’aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi” auspica il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). “C’è un miglioramento epidemiologico evidente – sottolinea – e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi”.