La zecca è n tipo di parassita pericolo, non solo per i nostri animali ma anche per noi, si può trovare, in campagna o lungo i sentieri di montagna, nella terra ma anche su foglie ed erba.

Una zecca dalla forma tondeggiante e ricoperta da una sorta di scudo. Il rischio è la trasmissione di microrganismi scatenanti patologie serie come la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecche-TBE.

Puntura di zecca e malattia di Lyme

La malattia di Lyme è un’infezione di origine batterica che colpisce la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. È provocata dal batterio Borrelia burgdorferi che può essere trasmesso all’uomo tramite la puntura delle zecche. Si manifesta con eruzioni cutanee sempre più marcate ed evidenti ed è accompagnata da altri sintomi, come la febbre, i dolori articolari, il mal di testa e gli sbalzi d’umore.

Se non trattata ha un decorso cronico. I dati diffusi da Epicentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, indicano che in Italia si sono verificati circa un migliaio di casi di malattia di Lyme tra il 1992 e il 1998.

Durante passeggiate in zone potenzialmente pericolose, occorre prestare attenzione ai consigli del Ministero della salute. In primis, camminare al centro dei sentieri, evitando il contatto con la vegetazione circostante. Indossare abiti lunghi, resistenti e chiari (per individuare, nel caso, le zecche più facilmente) e scarpe alte e chiuse. Indossare guanti per raccogliere funghi e frutti di bosco. Spruzzare su di sé e su abiti e zaini repellenti per insetti.

Ispezionare bene sotto la doccia, una volta a casa, capelli, testa, collo, ascelle, ombelico, inguine e gambe. Spazzolare all’aperto e lavare bene ogni oggetto portato con sé durante l’escursione. Se vi accorgete della presenza di un piccolo corpo estraneo verificate prontamente se si tratta di una zecca.

In caso positivo, rimuovetela immediatamente, per ridurre il rischio di trasmissione di qualche patogeno. Per toglierla, afferratela con una pinzetta e tirate con decisione, con piccoli movimenti di rotazione, prestando attenzione a non romperla.

Se il rostro (l’organo con cui la zecca si attacca) o la testa rimangono dentro occorre procedere con la rimozione, con un ago sterile, lavare con acqua tiepida e sapone neutro e disinfettare. Se nei 30-40 giorni successivi compaiono febbreingrossamento dei linfonodi o sfoghi bisogna consultare tempestivamente il medico di fiducia.