La pianta di bambù è considerata simbolo di longevità e resilienza (perché cresce dappertutto, anche sul terreno meno “ospitale”) che viene utilizzata in molti ambiti diversi?

Il bambù (ma puoi trovarlo scritto anche bamboo o bambu, il cui nome scientifico è Bambusa arundinacea) trova impiego praticamente dappertutto. Il legno, infatti, si utilizza nell’industria del mobile, in quello tessile ed edilizio. Comune è anche l’uso di germogli in ambito alimentare, mentre in campo erboristico vengono utilizzate le foglie, i germogli e anche la linfa.

L’uso del bambù è antichissimo: pare che i primi libri cinesi fossero scritti su doghe ottenute dal suo legno, e che sia stato usato fin dalla notte dei tempi come rimedio antiossidante in campo salutistico. Ma i benefici non finiscono qui, dato che le varie parti contengono sostanze benefiche utili per diversi problemi, come stress ossidativo, difficoltà di digestione, malattie cardiovascolari, croniche e degenerative.

Da noi invece è ancora poco conosciuto, ed è un peccato: di seguito trovi quindi qualche indicazione sui suoi benefici e gli usi più comuni.

Per mancanza di dati certi, gli integratori che contengono bambù non sono indicati in gravidanza e allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni. In alcuni test su animali, gli estratti del bambù hanno dimostrato di diminuire la fertilità maschile e la funzionalità della tiroide. Se hai problemi di fertilità o di tiroide, ti consiglio di chiedere il parere del tuo medico prima di assumerne, così come se stai assumendo farmaci di qualche tipo.

Più antiossidante della vitamina C

Le foglie e i germogli di bambù (zhu in cinese) sono particolarmente ricche di polifenoli, flavonoidi e polisaccaridi, ad azione antiossidante. Rispetto ad altri vegetali, contengono anche discrete quantità di vitamina C e, in misura minore, vitamina E.

Sono in grado quindi di contrastare lo stress ossidativo: secondo una ricerca giapponese l’attività di scavenger dei radicali liberi dell’estratto di bambù è risultata superiore addirittura a quella del tocoferolo e dell’acido ascorbico.

Come saprai, i radicali liberi ossidano le cellule, provocandone invecchiamento e morte precoce, con conseguente perdita della loro funzionalità.

Il bambù ha dimostrato di avere anche attività antinfiammatoria che si espleta nella capacità di inibire la produzione di interleuchina 6 (IL-6), una molecola che può avere sia attività anti- che pro-infiammatoria. Viene prodotta da vari tipi di cellule immunocompetenti. Inoltre può essere prodotta anche dal muscolo scheletrico (miochina), soprattutto in presenza di contrazione muscolare.

La presenza di IL-6 tende ad aumentare vertiginosamente in presenza di tessuto adiposo in eccesso, soprattutto grasso viscerale. La produzione di tale molecola, dunque, aumenta nelle persone affette da obesità, ed è considerata un fattore di rischio per insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, associate anche alla presenza di infiammazione cronica di basso grado (quella che si manifesta senza sintomi).

In uno studio gli estratti della pianta si sono rivelati utili per alleviare l’infiammazione, inibendo la produzione di IL-6 prodotte dal tessuto adiposo e dalle cellule muscolari.

Il Bambù, riduce il gonfiore e i gas addominali

In Cina il bambù viene utilizzato per equilibrare la digestione, ridurre il gonfiore e i gas addominali e per allevia la diarrea.

I germogli, ad esempio, hanno dimostrato di contenere un alto contenuto di fibre edibili (6-8 g per 100 g di germogli freschi) e quasi nessuna caloria o grassi: oltre a migliorare la funzionalità digestiva, facilitano la peristalsi, favorendo in questo modo anche il normale ritmo intestinale e contrastando la stitichezza.

Altro effetto benefico delle fibre è quello di dare un senso di sazietà che si mantiene più a lungo rispetto al senso di sazietà dei carboidrati. Per questo il bambù viene indicato anche come rimedio per contrastare la tendenza a mangiare troppo, soprattutto in presenza di fame nervosa, che può causare un indesiderato aumento di peso.

I germogli inoltre hanno dimostrato di avere una discreta attività prebiotica, dato che sono una ricca fonte di polisaccaridi e oligosaccaridi. In un esperimento in vitro i polisaccaridi sono stati in grado di stimolare la crescita dei ceppi di Bifidobacterium e Lactobacillus, noti come microrganismi intestinali “buoni”. [4] I prebiotici, infatti, sono il nutrimento essenziale dei microrganismi che già albergano nel nostro colon, e li aiutano a crescere sani e forti.

Ormai è noto che un intestino in salute con un microbiota intestinale in equilibrio – eubiosi – formato da ceppi batterici differenziati per numero e varietà sono la chiave della nostra salute. La disbiosi intestinale – il disequilibrio dei ceppi batteri con la proliferazione di alcuni gruppi a discapito di altri – è infatti riconosciuta come la madre di tutte le malattie. Può facilitare l’insorgenza di malattie croniche e degenerative, da quelle metaboliche – come il diabete di tipo 2 o l’obesità, a quelle autoimmuni – tiroiditi, artrite reumatoide – ecc.

Gli estratti dai germogli sono utili anche per aiutare a regolare i livelli dei lipidi nel sangue.

E infine, poiché il bambù è ricco di fibre e contrasta il senso di fame, può facilitare la perdita di peso se associato a una dieta ipocalorica e ad attività fisica costante e regolare. Tale beneficio è stato confermato da uno studio di laboratorio su topi obesi a cui sono state somministrate fibre estratte dai germogli. I topi non hanno solo perso peso ma hanno anche ottenuto un miglioramento nella composizione del loro microbioma intestinale.

Se hai difficoltà digestive, soprattutto perché digerisci male le proteine, transito intestinale rallentato, crampi e gonfiori addominali, ti suggerisco ProteoLys di Nutrigea, un integratore a base di germogli di bambù ed enzimi digestivi che favoriscono una fisiologica digestione. Contrasta le infiammazioni che possono derivare dalla cattiva digestione, impedendo che possano diventare croniche.