La bardana (Arctium lappa) è una Pianta erbacea biennale, cresce spontanea nei prati incolti ed è diffusa in molti continenti, dall’Europa al Nord America, ma anche in Africa e nell’Asia Settentrionale.

Le grandi foglie, cuoriformi e larghe alla base, sono verde brillante nella pagina superiore e grigio argenteo in quella inferiore. I fiori rosa porpora della bardana, assemblati in corimbi, sono racchiusi in un involucro verde a forma di fiasco, munito di brattee uncinate che, quando matura il frutto, si attaccano al pelo degli animali o agli abiti dei passanti per farsi trasportare altrove e colonizzare il territorio – una caratteristica che, secondo alcuni, avrebbe ispirato l’invenzione del velcro.

Bardana, risolvere le coliche epatiche e biliari

Chi soffre di coliche epatiche o biliari può depurare ciclicamente fegato e cistifellea con un decotto di radici di bardana, da bere nella dose di due tazze al giorno per cicli di 15 giorni. 

Radici e foglie purificano l’intestino e nutrono la flora batterica

Le radici e le foglie della bardana sono ricche di inulina, una fibra prebiotica molto interessante perché contribuisce all’equilibrio della flora batterica naturale presente nel nostro intestino. L’inulina infatti è una fibra costituita da una lunga catena di molecole di fruttosio che, pur essendo indigeribile per l’uomo, costituisce un prezioso nutrimento per i Bifidobatteri intestinali che si nutrono di fruttooligosaccaridi.

Oltre a promuovere la crescita dei batteri benefici per il nostro organismo e a contrastare quelli nocivi, l’inulina promuove il corretto assorbimento intestinale di minerali come calcio, ferro e magnesio. Per questo, l’inulina ricavata da radici e foglie di bardana, è usata spesso negli integratori alimentari.

Le radici in decotto abbassano glicemia e colesterolo

Per abbassare la glicemia e i tassi di colesterolo si utilizzano principalmente le radici della bardana, raccolte nell’autunno del primo anno di vegetazione o nella primavera del secondo anno, ma anche le foglie, il rizoma, i semi ed i frutti. Usate in fitoterapia per la loro attività depurativa, ipoglicemizzante ipocolesterolemizzante, lassativa e antireumatica.

Le radici di bardana contengono lignani, vitamine B, amminoacidi, oligoelementi, tannini, poliacetileni, steroli, zolfo, sostanze amare (lattoni sesquiterpenici) dall’azione batteriostatica e antimicotica, resine e soprattutto inulina, che svolge un’azione drenante e purificante del sangue, favorendo l’eliminazione delle tossine e degli scarti metabolici.

Il decotto di radici di bardana è consigliato come depurativo e antinfiammatorio anche in tutti i casi di gotta, calcolosi renale, litiasi biliare e reumatismi, o per contrastare  patologie metaboliche come il diabete mellito di tipo 2, la litiasi biliare e per depurare l’organismo dopo lunghi periodi di trattamenti farmacologici o di abusi alimentari e alcolici.

I semi di bardana sono impiegati nella medicina tradizionale cinese per contrastare le affezioni cutanee e l’influenza.

La bardana nei disturbi della pelle

Nota da sempre come pianta dermopatica per eccellenza, a livello terapeutico la bardana è raccomandata per la cura delle dermatosi di vario genere, dovute a infiammazioni, infezioni, patologie o disordini metabolici.

Ricca di composti polinsaturi e acidi fenolici dall’azione antibiotica, antibatterica e antiflogistica, è particolarmente indicata nel trattamento diacne, dermatiti, eczemi, dermatite seborroica, forfora e psoriasi perché svolge un’azione disinfettante che abbatte la carica batterica patogena prodotta dalla fermentazione intestinale.

Inoltre è ricca di sali minerali, tra cui potassio e magnesio, ottimi per tonificare l’organismo e contrastare gli stati astenici. Si assume in tintura madre: 40 gocce in poca acqua due volte al giorno, per non più di un mese.

La bardana nelle intolleranze alimentari

Il decotto di bardana è utile in tutti i casi di intolleranze alimentari per sfiammare l’intestino,  ripulire il fegato e depurare il sangue: quando il fegato funziona male infatti i veleni prodotti dall’intolleranza restano a lungo in circolo, aumentando l’autointossicazione e intasando l’intestino, il che produce malassorbimento e aggrava l’infiammazione della mucosa enterica.

Inoltre le tossine circolanti possono interferire con la chimica dei neurotrasmettitori a livello cerebrale e alterare lo stato dell’umore, creando una sorta di “infiammazione emotiva” che aumenta l’irritazione del tubo enterico.

Formulazioni e dosi per uso interno

La bardana può essere utilizzata in numerose formulazioni. Per l’uso interno può essere assunta sia in decotto che in tintura madre. Per preparare il decotto versare 1 cucchiaio raso di radici di bardana sminuzzate in una tazza d’acqua fredda, portare ad ebollizione, lasciando sobbollire per 5 minuti. Spegnere il fuoco, coprire e lasciar riposare per 10 min. Filtrare il decotto e berlo lontano dai pasti.

Tintura madre40 gocce in poca acqua tre volte al giorno lontano dai pasti. La posologia massima giornaliera consigliata è di 120 gocce.

Uso esterno della bardana

Il decotto può essere usato come lozione per depurare le pelli grasse, asfittiche, con punti neri e predisposte all’acne o alla seborrea. Le foglie fresche pestate e applicate sulle  punture di zanzare, vespe, api e calabroni calmano rapidamente il dolore e diminuiscono il gonfiore. Il succo delle foglie fresche, ricavato con un estrattore, può essere usato per frizioni al cuoio capelluto, in tutti i casi di forfora o capelli “grassi”.

Controindicazioni

La bardana non va utilizzata da chi soffre di allergia alle asteraceae, famiglia a cui appartiene, e in caso di uso di farmaci ipoglicemizzanti.