Bevanda diffusissima e molto apprezzata in più parti del globo, ogni giorno miliardi di persone fanno affidamento sulla caffeina in esso contenuta per svegliarsi, avere un surplus energetico nel pomeriggio o lavorare di notte, ma per la nostra saluteBere caffè fa bene o male? Come per molti altri alimenti la risposta non è univoca. Eventuali effetti deleteri o benefici sul nostro organismo dipendono infatti da quanto caffè consumiamo, ma anche e soprattutto dalla nostra condizione di salute.

A dirlo sono numerose ricerche scientifiche effettuate nel corso degli anni.

Più studi hanno infatti evidenziato che un consumo tra una e  tre tazze di caffè al giorno sembrerebbe ridurre la mortalità (per qualsiasi causa). Mentre altre ricerche hanno individuato un legame tra il consumo eccessivo della bevanda e l’insorgenza del cancro.

Bere più di due tazze di caffè al giorno fa male

Un recente studio giapponese ha fatto maggiore luce sulla questione, evidenziando che il consumo di due o più tazze di caffè al giorno può raddoppiare il rischio di morte per patologie cardiache in alcuni soggetti.

Nello specifico si tratta delle persone che soffrono già di pressione alta, superiore a 180/100 mmHg.

Cosa rischia chi beve tanto caffè

Il Dottor Hiroyasu Iso, ricercatore coinvolto nello studio, ha evidenziato l’importanza della scoperta con queste parole:

“Per quanto ne sappiamo, si tratta della prima ricerca in assoluto a individuare un’associazione tra il consumo di due o più tazze di caffè al giorno e la mortalità per malattie cardiovascolari tra chi soffre di ipertensione. Grazie a questi risultati possiamo affermare che le persone che soffrono di pressione alta grave dovrebbero evitare di bere troppo caffè”.

Ciò non vuol dire, ovviamente, che le ricerche che individuano dei benefici nel consumo quotidiano di caffè non siano valide.

I benefici esistono, ma nelle persone che soffrono di ipertensione gli effetti dannosi della caffeina superano quelli  protettivi.

In generale, per quantificare gli effetti negativi del caffè sulla salute, è necessario valutare anche “come” lo assumiamo.

L’aggiunta del zucchero, così come quella del latte o di altri alimenti comunemente associati al caffè, può infatti aumentare la possibilità di incorrere in problemi cardiovascolari di medio e lungo termine.

Il caffè può aumentare il colesterolo

Il caffè contiene sostanze (caveolo e cafestolo) che tendono ad alterare il profilo lipidico, innalzando i valori del colesterolo totale e del colesterolo “cattivo” LDL.

L’azione del caffè sui livelli di grassi nel sangue è maggiore nel caso del caffè preparato con la moka o di quello pressato diffuso soprattutto all’estero, perché queste preparazioni prevedono un contatto più prolungato tra i granuli di caffè e l’acqua calda.
E’ leggermente inferiore per il caffè espresso e ancora minore per il caffè filtrato di tradizione americana, dove l’acqua attraversa più velocemente la miscela e la presenza di un filtro, in genere di carta, trattiene molti dei composti racchiusi nel caffè.