Il Decreto Aiuti bis introduce una norma sulla sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale da parte dei gestori. La norma cerca di mettere un freno ai continui rialzi dei prezzi.

Fino al 30 aprile 2023 è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. Fino alla medesima data di cui al comma 1 sono inefficaci i preavvisi comunicati per le suddette finalità prima della data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate.

Questo è quanto stabilisce l’art. 3 del Decreto Aiuti bis. Nonostante il tenore della norma però, alcune società, ignorando il divieto imposto, stanno continuando a proporre modifiche contrattuali equivoche e/o poco chiare: alcune strutture territoriali e numerosi consumatori ci stanno segnalando i tentativi di contatto, sia telefonico che online, da parte di alcune aziende fornitrici.

Succede, inoltre, che a coloro che hanno un contratto in scadenza entro settembre 2022, le modifiche unilaterali vengono “camuffate” da proposta di rinnovo dell’offerta in scadenza, di fatto tentando di eludere la normativa in vigore che sul punto rimane poco chiara. Infatti, la norma parla genericamente di modifiche unilaterali del contratto, senza specificare come devono comportarsi le aziende in caso di offerte in scadenza e rinegoziazione del contratto scaduto, lasciando completamente alla discrezione dei venditori le condotte da tenere.

Disdetta tout court del contratto – Contattata da IlFattoQuotidiano.it, Federconsumatori segnala che molte società stiano inviando lettere ai clienti in cui il fornitore disdice tout court il contratto in essere sostenendo di non poter più garantire le stesse condizioni. Segnalazioni in questo senso sono arrivate riguardo a Enel Energia, Eni Plenitude, Edison, Dolomiti, E.on, Iren. Si tratta di una situazione ambigua, in questo caso la disdetta del contratto può essere considerata “modifica unilaterale”? “Stiamo approfondendo la questione ma secondo noi sì”, spiega Federconsumatori.

Cosa fare se riceviamo una di queste lettere? Innanzitutto bisogna controllare se si rientra tra i casi in cui è illegittima la modifica unilaterale: la nuova norma si applica infatti solo a coloro che hanno stipulato un contratto nel “mercato libero” a prezzo bloccato. Oppure – sottolinea Altroconsumo – per la quota fissa dei contratti sempre nel “mercato libero” con prezzo variabile, mentre la restante quota continua a cambiare secondo l’andamento del Pun (Prezzo Unico Nazionale, ossia il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa elettrica italiana) per la luce e del Psv per il gas (punto di scambio virtuale, ossia il principale punto di incontro tra domanda e offerta del mercato del gas in Italia).

 La Federconsumatori fornirà assistenza agli utenti per monitorare e contestare eventuali comunicazioni e proposte avanzate dai venditori in modo truffaldino e del tutto arbitrario, opponendo reclamo alle aziende. Valuterà, poi, la possibilità di intraprendere percorsi negoziali di conciliazione post reclamo e/o l’eventualità di impiantare anche qualche causa pilota, al fine di fare chiarezza su questi aspetti non precisati nella norma che si prestano a diverse interpretazioni.