Le unità di terapia intensiva pediatrica in molte parti d’Italia sono sopraffatte dal numero di infezioni virali respiratorie nei bambini, in particolare dalla bronchiolite causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV). Tuttavia, queste unità di terapia intensiva sono sotto organico.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) sollecita il governo a intervenire per risolvere la situazione. Con un numero così elevato di pazienti affetti da influenza e altri virus comuni, gli ospedali stanno registrando un’impennata di ricoveri e hanno esaurito i posti letto.

Cause della bronchiolite


Il contagio è dovuto a un virus, così come avviene per un banale raffreddore, con cui condivide la stagionalità: il periodo dell’anno di massima diffusione per la bronchiolite è, infatti, quello invernale, da novembre a marzo.
Il virus respiratorio sinciziale (VRS) rappresenta la principale causa per la bronchiolite ma possono essere coinvoltianche altri virus tra cui quelli influenzali, parainfluenzali, gli adenovirus e i metapneumovirus.

Questi microrganismi nella maggior parte dei bambini più grandi e negli adulti non danno altro che un banale raffreddore o sintomi influenzali; nel bambini molto piccoli invece possono essere capaci di scatenare la bronchiolite dei neonati.

Sintomi della bronchiolite


I sintomi della bronchiolite sono simili a quelli di un raffreddore – tosse, congestione nasale e starnuti – ma il decorso è rapido e può portare all’insufficienza respiratoria in poche ore.

A volte bastano 2 o 3 respiri per iniziare a sperimentare una respirazione affannosa e accelerata e un suono rumoroso prodotto da fischi o sibili. Il medico può diagnosticare la bronchiolite attraverso un esame fisico, magari integrato con la misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue prelevato dalle dita dei piedi del paziente.


In base all’età del bambino, alla stagionalità dei virus e ai reperti suggestivi di affaticamento respiratorio (ad esempio, difficoltà respiratorie), è possibile diagnosticare la bronchiolite e prescrivere una terapia adeguata. In caso di sintomi gravi o quando non ci sono segni di miglioramento, può essere utile la radiografia. Ciò consentirà di individuare e trattare precocemente l’eventuale comparsa di polmonite.

La cura per la bronchiolite

Nella maggior parte dei casi, i bambini che stanno mettendo i denti migliorano da soli con un po’ di attenzione in più da parte di mamma e papà. Questo è il trattamento più efficace per la bronchiolite. Per prevenire episodi futuri, è necessario mantenere il naso pulito con lavaggi e aspirazioni appropriate; assicurarsi che il piccolo si nutra normalmente con il biberon o il tiralatte, se possibile.