Il calcio e la vitamina D sono due sostanze che hanno compiti complementari. Molte delle loro funzioni, che svolgono insieme ma anche separatamente, affiancando all’uno i benefici dell’altra, non sono ancora del tutto note alla stessa ricerca scientifica, che continua a fare nuove scoperte sul loro conto.

Benessere diossa e cuore

Il calcio è il minerale maggiormente presente nel corpo umano. Tanta abbondanza, dal momento che nulla è senza scopo nella nostra fisiologia, è già una prima spiegazione della sua importanza. Se la più grande quantità è nelle ossa, il suo compito non è però solo quello di dare solidità allo scheletro (cosa che, per altro, riesce a fare solo grazie alla vitamina D). La salute di muscoli, nervi, cuore e cervello dipende (anche) dal calcio. Un indebolimento della struttura ossea, ovvero una carenza di questo minerale, ha effetti negativi su tutto l’organismo.

Vitamina D, una sostanza fondamentale

La D è una delle vitamine più “misteriose”, basti pensare che la prima vaga consapevolezza della sua esistenza risale solamente al 1919. Il fatto stesso che la Natura abbia fatto in modo che fossimo in grado di produrla autonomamente (con l’esclusivo aiuto del sole), è indice della sua importanza: non era pensabile, per averla a disposizione, dover dipendere da un alimento che avrebbe potuto scarseggiare o esaurirsi. Purtroppo, oggi abbiamo un disperato bisogno di vitamina D: la vita che conduciamo, per lo più sedentaria e per la maggior parte del tempo trascorsa tra quattro mura, ci rende carenti.

Vitamina D, quanta ce ne vuole

Non esistono parametri assoluti: i livelli minimi di concentrazione di vitamina D nel sangue raccomandati dall’Institute of Medicine statunitense sono di 20 nanomoli/litro, ma la maggior parte degli esperti consiglia di non scendere sotto i 30 e altri suggeriscono che si possa già parlare di quantità insufficiente sotto i 50.

Di recente l’Agenzia italiana del farmaco ha aggiornato le indicazioni per la prevenzione e il trattamento della carenza di vitamina D negli adulti, stabilendo che i valori desiderabili rientrano nell’intervallo tra 20 e 40 ng/mL, e considerando invece un campanello d’allarme cui porre rimedio valori inferiori a 20 ng/mL.

In genere, per assicurarsi l’apporto necessario, è sufficiente trascorrere più tempo all’aria aperta.