La canapa o cannabis è una pianta erbacea originaria dell’Asia meridionale e centrale. Questa pianta versatile è stata utilizzata dall’uomo per migliaia di anni in molte applicazioni, tra cui la produzione di tessuti, carta, carburante e cibo.

Le specie del genere cannabacee hanno numerose proprietà terapeutiche. Studi scientifici dimostrano il potenziale valore terapeutico della canapa nel trattamento dei sintomi derivanti da malattie invalidanti, compreso il sollievo dal dolore.

‘effetto farmacologico della cannabis è dovuto alla presenza di due componenti attivi: il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

Questa pianta, che è associata ad alcune forme di tossicodipendenza, può essere oggetto di dibattiti legislativi inerenti alla proibizione e alla liberalizzazione.

La cannabis commestibile si presenta in diverse forme: semi, olio e farina. I semi sono ottimi per condire antipasti, contorni o pasta; l’olio può essere usato a crudo per arricchire paté o frullati.

Canapa: cos’è

La canapa, il cui nome scientifico è Cannabis sativa, appartiene alla famiglia delle angiosperme Cannabaceae. Il fusto si distingue per l’elevato contenuto di fibre e per la produzione di composti chimici con attività farmacologica.

Olio di canapa

L’olio di canapa è noto per le sue proprietà antinfiammatorie e può essere utilizzato per contrastare l’accumulo di tossine o in caso di affaticamento dello stomaco e dell’intestino.

Il sapore delle noci è delicato e può essere descritto come un vago sentore di nocciola. Ha un contenuto di grassi insaturi del 90% e sembra avere una colorazione verde.

È preferibile consumare i semi di canapa crudi, magari cospargendoli su un’insalata o preparando tartine con la farina. Si possono anche provare le varietà aromatizzate, come quelle al peperoncino.

Farina di canapa: priva di glutine

La farina di canapa ottenuta dai semi di canapa può essere utilizzata al posto della tradizionale farina di frumento tipo 00.

È considerata priva di glutine ed è adatta anche ai celiaci. Contiene il 21% di calorie in meno rispetto alla farina 00, di cui solo il 3,8% sono carboidrati.

Anche il contenuto proteico della farina di canapa è considerevole, costituendo circa il 30% della sua massa totale. L’elevato numero di fibre è benefico anche per la salute dell’intestino e molte vitamine sono presenti in questo alimento di origine vegetale, tra cui la vitamina E.

Efficacia della cannabis medica nel trattamento di alcune patologie

La dispensazione di cannabis da parte del Servizio Sanitario Nazionale è autorizzata dalla legislazione, che considera le indicazioni terapeutiche per le quali esistono dati sufficienti nella letteratura scientifica.

I preparati terapeutici possono essere acquistati a spese del cittadino e dietro presentazione di una ricetta medica (la cannabis è classificata come stupefacente) nelle farmacie comunali. L’uso ricreativo, tuttavia, non è contemplato dalla nostra giurisprudenza.

Cannabis e dolore cronico

I cannabinoidi hanno dimostrato di essere un trattamento sicuro ed efficace per il dolore cronico, compreso quello legato al cancro.

Il consumo di cannabis genera anche analgesia nei pazienti con dolore cronico di tipo neuropatico, generalmente resistente ai tradizionali antidolorifici oppioidi e non oppioidi.

Nella sclerosi multipla, i cannabinoidi aiutano ad alleviare il dolore e la spasticità associati alla malattia.

Il dronabinol è stato approvato per il trattamento della nausea e del vomito associati alla chemioterapia, nonché dei sintomi dell’HIV/AIDS, come l’indebolimento del sistema immunitario.

I cannabinoidi possono essere utilizzati per stimolare l’appetito nelle persone affette da anoressia nervosa, forme di cancro e AIDS. Riducono inoltre la pressione oculare (rendendoli attivi sul glaucoma).

Canapa: controindicazioni

La pianta di cannabis contiene molte sostanze chimiche che hanno un forte effetto sull’umore. Anche se la forma illegale di queste droghe è ampiamente utilizzata in tutto il mondo.

Almeno il 10% delle persone che fanno uso di cannabis sviluppa una dipendenza da essa.

Questo quadro giustifica le restrizioni normative sull’uso di questi prodotti a scopo terapeutico, che richiedono una valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del medico.

La prescrizione (e, in alcune regioni, la dispensazione nell’ambito del servizio sanitario) è prevista per indicazioni terapeutiche codificate da precise norme. Queste non le considerano una vera e propria terapia, ma solo un supporto sintomatico per le condizioni nelle quali i farmaci convenzionali non hanno prodotto risultati.

Tuttavia, il consumo di cannabis può causare effetti collaterali, tra cui i seguenti:

  • memoria.
  • Capacità di concentrazione (In particolare negli adolescenti).
  • Riflessi.
  • Alterazione della coordinazione motoria, del senso del tempo.
  • Percezione di colori e suoni.
  • Tono dell’umore.

Assunte in grandi quantità, queste sostanze possono causare allucinazioni e stati psicotici. Inoltre, le persone affette da psicosi latente (nascosta) possono scoprire che i loro sintomi peggiorano quando assumono questi farmaci

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