Cani anti-covid, in 60 secondi scoveranno il virus

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Cani anti-covid, a Roma ha preso il via il primo progetto sui cani addestrati per riconoscere dal sudore i pazienti positivi al Covid.

La sperimantazione sarà realizzata per la prima volta al mondo su un campione statistico rilevante di oltre 1000 pazienti presso il Campus Bio-Medico di Roma.

Massimo Ciccozzi, epidemiologo molecolare al Campus e responsabile, assieme alla dottoressa Silvia Angeletti, del progetto, ha spiegato: “Il metodo di ricerca si svilupperà in due fasi, durante la prima fase ci sarà l’allenamento dei cani, che si adattano e imparano a riconoscere l’odore della malattia. L’odore viene preso con delle pezzette sotto l’ascella dei positivi al Covid. La garza viene poi messa in un barattolino con fori di aerazione e viene fatta annusare al cane”.

“Nella seconda fase, – speiga Ciccozzi,- davanti al naso del cane passano una serie di contenitori (attaccati al muro) che hanno la garza con le molecole di un malato e una garza pulita, con l’obiettivo di vedere se il cane riesce a distinguere i due odori”. “L’intera operazione, dal momento in cui il cane arriva, annusa e riconosce, si conclude al massimo in 60 secondi, che rispetto al test antigenico rapido è un risparmio di tempo notevole, oltre che di costi“.

La fase dell’addestramento dei cani (per ora 6 in tutto) terminerà all’inizio del mese di maggio. Poi scatterà la sperimentazione. I cani saranno portati anche nei drive in, dove odoreranno i piedi delle persone con le scarpe. Ciccozzi ha spiegato: “In questo modo ci sarà un metro di paragone: se individueranno un malato, questo sarà confermato dal tampone”.

L’epidemiologo ha poi raccontato: “Li ho visti all’azione ed è stupendo. Quando riconoscono la pezzetta del Covid rispetto all’altra, si mettono a cuccia e non si muovono, come a dire ‘è lì, l’ho trovato’ e la guarda”.