Con la rimozione dalla bolletta a partire dal 2023, il canone Rai potrebbe subire un’impennata: dai 90 euro attuali fino ad arrivare a pagare anche 300 euro. La possibilità è stata rilanciata dall’associazione dei consumatori Aduc, prendendo a riferimento gli scenari ricostruiti da alcune testate in merito al futuro del tributo sulla televisione pubblica.

Certo, il nostro canone è tra i più bassi d‘Europa e poi ci sono Paesi che lo hanno abolito prendendo i soldi per l’informazione di Stato dalla fiscalità generale…. Ma, a sentire cosa dice a giorni alterni l’attuale presidente Rai, sembra che il problema più grosso in questo momento sia solo aumentare gli introiti estendendo anche il numero di pagatori.

Se da parte Rai abbiamo l’interesse a maggiori introiti per far meglio lavorare l’azienda, i “padroni” dell’informazione di Stato (i partiti in Parlamento) sembra siano poco attenti ad utenti e contribuenti, interessati invece a trovare maggiori spazi per le proprie persone e, di conseguenza, maggiori spazi per il loro strumento di propaganda.

Il pagamento in bolletta del canone, deciso nel 2016 dal governo Renzi, aveva portato a una riduzione dell’evasione sul tributo.

Fino al 2015 costava 113 euro l’anno e si poteva pagare con un bollettino postale, in tabaccheria o via telefono con carta di credito o debito, con la possibilità di dividere la spesa in una rata annuale, in due rate semestrali o quattro rate trimestrali.

Con la riforma il costo è stato abbassato a 90 euro e addebitato a ciascun cliente intestatario di un’utenza di energia elettrica nell’abitazione di residenza, con un importo addebitato per famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di televisori posseduti, suddividendolo in 10 rate mensili da gennaio ad ottobre.

Il canone si può pagare anche con addebito sulla pensione facendo richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce l’abbonamento. L’agevolazione riguarda tutti i cittadini, titolari di abbonamento alla televisione, con un reddito di pensione, percepito nell’anno precedente a quello della richiesta, non superiore a 18mila euro.

Canone RAI non più in bolletta: le stime

La cifra di un aumento ipotizzato intorno ai 300 euro del canone TV sarebbe stata stimata sulla base del paragone con altri Paesi europei: in Austria ad esempio la televisione pubblica costa dai 250 ai 320 euro l’anno, a seconda del reddito familiare, mentre il Regno Unito chiede 145,50 sterline pari a circa 175 euro l’anno e Francia e Germania fanno pagare per il canone televisivo rispettivamente 133 e 215 euro