Capsaicina: proprietà, benefici e usi

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Capsaicina-proprietà

La capsaicina (o capsicina) è un composto organico presente nei peperoncini: in particolare è la sostanza responsabile del loro sapore piccante.

La capsantina è Il principale carotenoide nei peperoncini rossi ed è responsabile del loro colore rosso e del loro sapore pungente e di molti dei loro effetti sulla salute; è il principale composto vegetale bioattivo e ha alcune proprietà uniche. Si lega ai recettori del dolore, che sono terminazioni nervose che avvertono il dolore. Ciò provoca una sensazione di bruciore ma non provoca lesioni da bruciore reali.

Inoltre, rende questi recettori del dolore insensibili ad altre forme di dolore, come il bruciore di stomaco causato dal reflusso acido . I peperoncini sono associati a numerosi benefici per la salute. Possono favorire la perdita di peso se associati ad altre strategie di stile di vita sano e possono aiutare ad alleviare il dolore causato dal reflusso acido.

Uno studio ha rilevato che quando 2,5 grammi di peperoncino rosso venivano somministrati quotidianamente alle persone con bruciore di stomaco, il dolore peggiorava all’inizio del trattamento di 5 settimane ma migliorava nel tempo  (N Engl J Med. 2002 Mar 21;346(12):947-8.).

La capsaicina è oggi utilizzata in vari ambiti clinici e preventivi. Più precisamente, secondo recenti studi, la capsicina potrebbe essere utile:

  • Nel trattamento del dolore infiammatorio, spesso associato a patologie autoimmuni e auto infiammatorie. Potrebbe risultare preziosa nelle patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide;
  • Efficace come agente antinfiammatorio, soprattutto se utilizzata per via topica;
  • Nel trattamento del dolore articolare;
  • Nel trattamento del dolore neuropatico;
  • Può quindi esercitare un’azione analgesica;
  • Per l’apparato cardiocircolatorio;
  • Nel trattamento di molte patologie respiratorie e gastro-enteriche;
  • Per migliorare le capacità fisiche di endurance;
  • Come una modesta azione anticancro;
  • Nei trattamenti dell’obesità e sovrappeso.

In virtù delle sue proprietà biologiche, la capsaicina è rientrata nelle formulazioni di numerosi integratori e di diversi cosmetici con attività diretta sul microcircolo.

Capsaicina e patologie infiammatorie

L’attività antinfiammatoria della capsaicina, mediata da un’azione inibitrice nei confronti dell’espressione di citochine infiammatorie, sembrerebbe efficace in diverse condizioni patologie, quali artrite reumatoide, patologie articolari, traumi, psoriasi ed aterosclerosi.

Allevia il dolore

L’uso analgesico della capsaicina è noto da anni, tanto che in Cina si usava strofinare estratti di peperoncino sullo scroto degli eunuchi prima della castrazione. Lo si utilizzava come anestetico naturale. Ciò che gli antichi avevano constatato empiricamente è stato recentemente confermato dalla scoperta di recettori specifici per la capsaicina. I recettori che sono attivati da questa sostanza, infatti, dopo una prima intensa attivazione, vengono inattivati. A ciò si accompagna una deplezione nel contenuto di un lipide, il PIP2, a livello della membrana cellulare che comporta una desensibilizzazione della terminazione nervosa nei confronti dello stimolo che l’ha inizialmente eccitata. E’ per questo che preparati contenenti capsicina vengono utilizzati contro i dolori muscolari e reumatici con proprietà analgesiche.

Influisce positivamente sull’apparato cardiocircolatorio

Un ulteriore effetto della capsaicina è quello di abbassare il livello di pressione sanguigna, e allo stesso tempo di eliminare parzialmente il colesterolo “cattivo” che abbiamo nel sangue. Combinato alle sue proprietà antinfiammatorie, questo doppio effetto fa della capsaicina e, quindi naturalmente dei cibi che la contengono, come il peperoncino, un grande alleato nell’evitare l’irrigidimento delle arterie, e più in generale nella lotta alle malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Antibiotico naturale

Due apparati che si giovano dell’azione della capsaicina sono quello respiratorio e quello gastrointestinale. Per quanto riguarda il primo, ad esempio, ricordiamo come la capsaicina abbia effetti antibiotici naturali e possa essere utile nel combattere problemi seri come la sinusite e l’enfisema, o anche più semplicemente nel liberare il tratto nasale. Nel secondo caso entrano in gioco le potenti proprietà antibatteriche della capsaicina, che possono aiutare a combattere le infezioni batteriche del tratto intestinale, combattendo anche la dissenteria. Inoltre, è dimostrato un effetto positivo nello stimolare gli enzimi digestivi e, quindi nel migliorare la digestione.

Contrasta l’obesità e migliora il metabolismo

L’obesità è una condizione dismetabolica, ossia di alterazione metabolica ed alcuni dei parametri che si alterano sono la glicemia (livello di glucosio nel sangue), l’insulinemia (livello dell’ormone insulina nel sangue), il livello di grassi circolanti (lipemia). Vivere cronicamente con livelli alti di glicemia (iperglicemia), di insulina (iperinsulinemia), di grassi (iperlipemia) porta negli anni a una condizione di infiammazione, a un’alterazione metabolica generale e all’accumulo di grasso (tessuto adiposo).

Effetti benefici sulla riduzione della iperglicemia

Negli studi finora condotti, la capsaicina, utilizzata a dosaggi elevati, ha dimostrato effetti benefici sulla riduzione della iperglicemia, la riduzione dell’insulina-resistenza, la riduzione delle molecole pro infiammatorie; sembra inoltre avere un effetto antiobesità (sostiene la combustione dei grassi per trasformarli in energia) e secondo gli studi più recenti sembra selezionare un microbiota intestinale particolare. Tutte proprietà da confermare con ulteriori studi clinici.

L’azione antiobesigena della capsaicina è invece stata osservata anche in corso di trial clinici. Tale attività risulterebbe correlabile sia all’attivazione di proteine note come UCP, responsabili della dissipazione di energia sotto forma di calore, sia all’attivazione del sistema nervoso simpatico. Entrambe le proprietà espleterebbero un attività induttrice nei confronti del metabolismo, aumentando la termogenesi ed il conseguente metabolismo basale.

Gli studi relativi all’utilità della capsaicina nel dimagrimento e nel trattamento dell’obesità, sono cresciuti sensibilmente soprattutto negli ultimi anni.

Diversi studi sperimentali, hanno permesso di identificare i principali meccanismi attraverso i quali la capsaicina espleterebbe le sue funzioni dimagranti. A tal proposito, l’uso di capsaicina potrebbe:

  • Stimolare l’attività dei recettori Beta-adrenergici, promuovendo sia un incremento del metabolismo di base, sia un aumento dell’attività termogenica;
  • Aumentare l’ossidazione degli acidi grassi, a scapito del glucosio, in soggetti allenati ma anche in soggetti obesi e in sovrappeso, non sottoposti ad allenamento;
  • Indurre la sintesi di catecolammine ad opera della ghiandola surrenale, attivando specifici recettori noti come TRPV1, e aumentando così il metabolismo basale riducendo contestualmente l’attività adipogenica.

Dosaggio ed utilizzo

Nonostante non sia possibile ad oggi individuare un dosaggio di Capsaicina standard e riproducibile, in diversi studi è stata suggerita l’assunzione di 1-3 mg di Capsiato, precursore della Capsaicina, preferibilmente di prima mattina.

Effetti Collaterali

L’uso di Capsaicina si è generalmente rivelato sicuro e ben tollerato.
Non sono note al momento reazioni avverse frequenti e clinicamente rilevanti, legate all’uso di questo principio attivo.
Sarebbe tuttavia utile ricordare la potenziale attività irritante sulle mucose della Capsaicina assunta ad alte dosi.

Quando non dev’essere usata la Capsaicina?

L’uso di Capsaicina è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a molecole strutturalmente correlate.

Precauzioni per l’uso

L’uso di Capsaicina dovrebbe essere evitato o per lo meno supervisionato da un medico in caso di sindrome da tosse cronica e di emorroidi. Data la bassa mole di lavori relativi al profilo di sicurezza della Capsaicina assunta durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno, sarebbe preferibile evitare l’assunzione di questo principio attivo nelle suddette fasi.