La Caravella portoghese (Physalia physalis), un animale pleustonico, ovvero che vive galleggiando sulla superficie dell’acqua trasportato dal vento, grazie ad una parte del corpo che funge da vela colma di aria e monossido di carbonio, chiamata pneumatoforo.

La Caravella portoghese è provvista di tentacoli che si trovano vicino alla bocca e che possono raggiungere anche i 30 metri di lunghezza. Questi, a loro volta, sono pieni di cellule urticanti (i cninoblasti): una volta stimolate da un impulso meccanico o chimico rilasciano un liquido (nematocisti), pieno di tossine, tra cui un potente emolitico, che può essere fatale per molte specie, come piccoli pesci di cui si cibano, ma in alcuni casi anche per l’essere umano.

Cosa fare se si viene punti

La puntura di una Caravella Portoghese in gran parte dei casi non è pericoloso ma in rare occasioni può addirittura rivelarsi fatale per l’uomo: essa causa un dolore lancinante, creando ferite simili a frustate. In particolari soggetti, però, può portare a shock anafilattico, febbre, alterazioni cardiache, emorragie, nausee e cefalea. Dopo essere stati punti, quindi, è sempre necessario sottoporsi ad immediate cure mediche e, anche se generalmente il dolore sparisce nel giro di poche ore, c’è bisogno di un appropriato trattamento.

Nell’immediato, applicare sulla ferita del normale aceto di vino bianco (utilizzato puro e non diluito), permette un sollievo immediato e naturale per le punture della Caravella Portoghese. Al contrario, non bisogna mai sfregare la puntura con la sabbia né lavarla con acqua dolce: si rischia di peggiorare la situazione. Applicare acqua salata, invece, può essere un rimedio utile, almeno nell’immediato.

È necessario, tuttavia, richiedere assistenza medica nel caso in cui insorgano problemi respiratori o alterazioni dello stato di coscienza.