Un termine di ricerca molto diffuso sul web in questi giorni è carbossiterapia. Un trattamento semi-invasivo che, nel tempo, è stato sempre più perfezionato per essere meno fastidioso e doloroso, ottimo per combattere la ritenzione idrica e la cellulite.

La carbossiterapia, sviluppata negli anni ’30, è un trattamento iniettivo che prevede l’infiltrazione di anidride carbonica medicale, ed è stata originariamente utilizzata per trattare i disturbi vascolari.

Questo trattamento è stato perfezionato nel corso degli anni e il suo scopo principale è quello di eliminare la cellulite e il tessuto adiposo stimolando il sistema linfatico.

La carbossiterapia ha anche un effetto disintossicante perché aiuta a eliminare i prodotti di scarto dall’organismo, con l’ulteriore vantaggio di stimolare i fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina.

Può sembrare strano pensare che una sostanza come la CO2 sia benefica per il tono delle gambe e dei glutei.

Ma nel corso degli anni gli esperti, che utilizzano tecniche sempre più efficaci e meno dolorose, hanno più volte spiegato che grazie a un macchinario dotato di un microago che aiuta a ossigenare i tessuti e a favorirne l’elasticità, l’anidride carbonica non è pericolosa perché è prodotta dal nostro stesso corpo e, una volta assorbita nel flusso sanguigno, viene elaborata ed eliminata attraverso la respirazione.

Ma come funziona? 

Le iniezioni di CO2 nel tessuto sottocutaneo possono durare da 10 minuti a un massimo di mezz’ora, a seconda della quantità di liquido da drenare. Si effettua in vari punti del corpo – cosce o ginocchia, per esempio – e a profondità diverse se si vuole drenare solo a livello linfatico.

Oppure può contribuire ad aumentare la circolazione sanguigna. Il flusso gassoso che ne deriva contribuisce ad abbattere le cellule di grasso e ad aumentare il metabolismo, mantenendo i sistemi dell’organismo in buona efficienza.

Il medico consiglierà quante sedute sono necessarie a seconda dell’area da trattare: circa cinque per sgonfiare o rassodare, e circa dieci se i cuscinetti appaiono più evidenti.

Carbossiterapia, la seduta

Dopo aver disinfettato e sterilizzato l’area da trattare, il medico esercita una pressione con una mano mentre inietta anidride carbonica attraverso un apparecchio dotato di microaghi monouso in più punti della pelle, per distribuire più uniformemente l’iniettivo. Subito dopo il trattamento, la maggior parte delle persone avverte una sensazione di freddo o di formicolio; chi ha la pelle molto sensibile può avvertire lividi o gonfiore.

Ottima anche per viso e contorno occhi

Recenti ricerche indicano che questo trattamento può essere utilizzato anche per prevenire le cicatrici da acne e le cicatrici post-chirurgiche. L’anidride carbonica è un agente medico efficace anche in questi casi, per andare a ridonare turgore alla pelle.

La carbossiterapia può essere utilizzata anche per il ringiovanimento e la ristrutturazione del viso, grazie alla capacità del gas di rassodare i tessuti.

Molte donne l’hanno provata per contrastare borse e occhiaie, perché la microdermoabrasione è una forma di medicina estetica molto più leggera rispetto ad altri tipi di infiltrazioni.

Carbossiterapia e controindicazioni

Sì, per chi è in buona salute. Le donne in gravidanza e le persone con gravi malattie vascolari, epatiche o cardiache non dovrebbero sottoporsi al trattamento a casa, ma recarsi in un centro professionale dotato di fonti di anidride carbonica medicali che utilizzano aghi monouso.