Il cardamomo è una spezia di origine orientale utile per contrastare una serie di disturbi e favorire digestione e circolazione. La conosciamo tutti come spezia digestiva, come un frutto che aiuta a ridurre gas intestinale e crampi addominali. Ma non è tutto qui.

Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Biochemistry and Biophysics ritiene che si tratti di un rimedio particolarmente efficace per combattere l’ipertensione di grado uno.

Se consumato con costanza sembra infatti essere in grado di ridurre la pressione sistolica e quella diastolica. Il cardamomo (Elettaria cardamomum) può essere aggiunto ai propri piatti riducendolo in polvere attraverso l’ausilio di un mortaio. Si apre il frutto (capsula) e si estraggono i “semini” che si trovano all’interno.

Molto utile per chi soffre di ipertensione, il cardamomo aiuta la circolazione sanguigna, con effetti benefici per la pressione sanguigna.

Cardamomo, proprietà e benefici

Ricco di sali minerali, vitamine e oli essenziali, il cardamomo è una spezia dalle spiccate proprietà antisettiche e digestive. La pianta, che cresce nelle regioni calde e umide, dove può raggiungere i 20 metri di altezza, produce dei frutti simili a delle capsule che contengono i semi.

È questa la parte utilizzata in cucina. I semi possono essere usati interi o macinati ma in entrambi i casi disperdono facilmente il loro prezioso aroma. Meglio dunque acquistare direttamente le bacche intere di cardamomo verde (la varietà più pregiata, proveniente dall’India), nero del Siam (amaro, usato in Myanmar e Thailandia), oppure di Ceylon, proveniente dallo Sri Lanka.

I semi di cardamomo sono un concentrato di sostanze nutrienti: potassio innanzitutto (ben 1.119 mg per 100 gr), calcio e manganese, fitosteroli (utili a ridurre il colesterolo) e cineolo, una sostanza che conferisce a questa spezia le sue proprietà antibatteriche.

I semi del cardamomo hanno un tipico sapore floreale (sanno vagamente di limone), e ricordano il profumo dell’eucalipto. Il gusto è fresco e pungente, esalta i piatti a base di riso, i dolci e le bevande calde e, insieme alla curcuma e lo zenzero, è uno degli ingredienti del curry.

È interessante notare che uno dei Paesi che consuma più cardamomo è la Svezia, dove viene utilizzato per condire di tutto, dai prodotti da forno agli hamburger, fino ai polpettoni. Si abbina bene con cannella, noce moscata e chiodi di garofano nelle ricette speziate tipiche dell’autunno. Ma se sei un amante del caffè, sappi che è imprescindibile come ingrediente del caffè turco.

Nella cucina indiana è fondamentale per la riuscita del garam masala. Ma il cardamomo è molto usato anche da noi: infatti c’è chi lo usa per dare un tocco di sapore in più al vin brulè e allo zabaione. 

L’uso regolare di cardamomo può dunque aiutare a contrastare i danni causati dai radicali liberi e a combattere gli stati infiammatori cronici, responsabili dell’insorgenza di numerose malattie.

L’elevato contenuto di sostanze antiossidanti nei semi di cardamomo sembra anche collegato a una riduzione dell’ansia e di altri disturbi dell’umore. Il ricorso al cardamomo è utile anche per migliorare i sintomi delle affezioni respiratorie e l’asma; l’olio essenziale diffuso nell’ambiente sembra essere in grado di migliorare la capacità polmonare durante l’esercizio fisico garantendo così un maggior apporto di ossigeno a organi e tessuti.

Inoltre, il cardamomo rappresenta un rimedio naturale contro la digestione lenta e difficile, la nausea e il vomito, l’ulcera gastrica, le infezioni gastriche da Helicobacter pylori e l’eccesso di gas a livello intestinale. Il consumo di cardamomo può anche aiutare a stimolare la diuresi, abbassare la pressione alta, controllare i livelli di glicemia, ridurre trigliceridi e colesterolo, sostenere la funzionalità del fegato e favorire la perdita di peso nelle diete ipocaloriche.

L’azione antibatterica e antimicotica di questa spezia è utile anche per trattare infezioni della pelle e delle mucose, tra cui quelle causate da Candida albicans e da batteri del genere Staphylococcus. Sempre grazie all’azione antibatterica, risciacqui della bocca con infusi a base di cardamomo aiutano anche a combattere l’alito cattivo e a prevenire la carie dentale.

Tisana

La tisana al cardamomo è forse il modo più semplice per sfruttare i benefici del cardamomo. La si può preparare utilizzando un cucchiaino di semi di cardamomo in una tazza di acqua bollente, da lasciare in infusione per circa dieci minuti per poi filtrare e consumare. Il cardamomo può però essere usato anche con altre spezie che lavorano in sinergia e ne potenziano l’effetto.

Ad esempio, contro la nausea e il vomito, all’infuso di può aggiungere un pezzetto di radice di zenzero, mentre per aumentare l’azione digestiva e carminativa si possono aggiungere semi di finocchio, coriandolo, anice verde e anice stellato. In questo modo, si prepara una bevanda che può essere sorseggiata prima, dopo e durante i pasti, al bisogno o nel corso della giornata per combattere la digestione lenta e l’accumulo di gas a livello intestinale.

Unendo invece ai semi di cardamomo qualche chiodo di garofano, grani di pepe nero e un piccolo pezzo di scorza di cannella, si ottiene una tisana riscaldante utile nelle giornate fredde invernali.

Le controindicazioni

Le persone con problemi all’apparato digerente, in particolare calcoli biliari, dovrebbero evitare di mangiare questa spezia. Se invece sei in gravidanza o in allattamento, dovresti chiedere consiglio al tuo medico e in generale non esagerare con l’uso di questo ingrediente.

L’utilizzo di cardamomo potrebbe portare benefici a chi soffre di disturbi gastrici: la pianta infatti avrebbe un effetto protettivo sulle pareti dello stomaco. Ma anche per quanto riguarda l’azione sull’intestino, durante e dopo i pasti sotto forma di infuso, il cardamomo può favorire la digestione.