Cardo Mariano, l’ortaggio straricco di sostanze benefiche

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Il cardo (Cynara cardunculus) appartiene alla famiglia delle composite, come la camomilla e il carciofo, il cui sapore lo ricorda molto. La parte della pianta che si raccoglie a scopo alimentare è la costa delle foglie, larga e carnosa, con un sapore particolare tra l’amarognolo e il dolciastro, quest’ultimo ottenuto grazie al processo di imbianchimento a cui viene sottoposta la pianta (da verde resta fibroso, amaro e aspro). Pur non essendo un alimento molto comune, in realtà il cardo è assai apprezzato per sapore e proprietà dalla cucina tradizionale e da quella naturale

Il nome cardo ha un significato tutto particolare, significa arpione (dal celtico ard = spina); il termine Silybum invece, deriva dal greco silybon, che significa ciuffo, e probabilmente allude al fiore che ha un bel ciuffo di petali colorati lilla-violacei; mentre la parola mariano, cioè di Maria, pare che alluda alle venature bianche presenti nelle foglie, che la leggenda vuole siano i segni lasciati dal latte che la Madonna fece cadere su questa pianta mentre allattava al seno il Bambino.

Con il cardo contrasti il diabete e abbatti il colesterolo

Nel cardo non sono presenti solo vitamine e minerali. Nei suoi fusti e in tutta la pianta si trovano anche alcuni principi attivi che consentono all’alimento di sostenere fegato, reni, pancreas, stomaco e intestino. Il primo tra questi è la silimarina che può essere suddivisa in 3 flavonoidi principali: silibinina, silidianina, e silicristina. Questi antiossidanti non solo proteggono le cellule del fegato, ma migliorano anche il controllo della glicemia nel sangue se alta, contribuiscono alla depurazione e al miglioramento della diuresi e alla riduzione del colesterolo LDL, quello “cattivo”. Oltre alla silimarina, sono presenti anche altri antiossidanti, come quercetina, apigenina, tannini, kaempferolo e tocoferoli.

È ideale contro ritenzione idrica, cellulite e mal di stomaco

Il cardo svolge un’azione drenante e diuretica che favorisce l’eliminazione di scorie e tossine anche dalle vie linfatiche, di cui stimola l’attività, e previene ritenzione idrica e cellulite. Consumalo 3-4 volte a settimana, lessato e condito con un filo d’olio e qualche goccia di succo di limone. Così preparato il cardo svolge anche un’azione emolliente e disinfiammante sulla mucosa gastrica, vincendo così i bruciori di stomaco.

Il cardo ti aiuta a dimagrire e contrasta la stitichezza

Grazie alla sua ricchezza in fibre solubili e insolubili il cardo contribuisce al controllo degli zuccheri e dei grassi nel sangue, alla regolarità intestinale, all’aumento del senso di sazietà e al dimagrimento. Questo perché la fibra, un componente dei cibi vegetali considerata un “non nutriente”, nell’intestino crea “massa” insieme ai prodotti di scarto prodotti dal metabolismo degli alimenti, favorendone così l’eliminazione e contrastando la stitichezza. Inoltre, la fibra solubile consente di assorbire meno grassi e zuccheri, quindi anche meno calorie, a vantaggio della linea. L’ideale è consumarli crudi (usando le varietà “cardo gobbo di Nizza Monferrato” oppure “cardo di Bologna”) in pinzimonio con una salsina di yogurt naturale ricco di fermenti vivi benefici per l’intestino.

Il cardo contro le malattie dell’inverno

Il consumo di quest’ortaggio lessato o aggiunto a zuppe e minestre, anche tutti i giorni durante il periodo della malattia, è adatto in presenza di raffreddore e influenza. In particolare, il cardo è antipiretico (abbassa la febbre), ma grazie alle proprietà depurative è indicato per risolvere più rapidamente tutti i problemi che derivano dal freddo e per contrastare i dolori articolari e i disturbi favoriti dalla presenza di un eccesso di scorie e tossine (anche acidi urici) nell’organismo.

Studi sperimentali, hanno evidenziato un’attività epatoprotettrice e antiossidante della silimarina, studi che hanno ancora una volta confermato l’uso tradizionale che si faceva di questa pianta per i disturbi del fegato. Non solo, il Cardo mariano ha un’attività antinfiammatoria e antiallergica, oltre alla capacità di ridurre l’azione carcinogena di diverse sostanze chimiche e l’azione epatotossica dei farmaci antitumorali.

L’azione epatoprotettrice si esplica prevenendo o riducendo le alterazioni che si producono a carico del fegato, come la steatosi (infiltrazione grassa del fegato) e la colestasi (diminuzione o arresto della bile i cui elementi refluiscono nel sangue), provocate da sostanze tossiche, come alcuni farmaci, o l’assunzione cronica di alcool.

Il meccanismo d’azione della silimarina si spiegherebbe con la protezione esercitata sulla membrana delle cellule epatiche tramite la sua azione antiossidante e per l’interazione con la componente lipidica delle membrane stesse, che di fatto non riuscirebbero più ad assorbire le sostanze tossiche, divenendo anche più resistenti alle lesioni.

Sembra anche che il Cardo mariano contribuisca a rigenerare le cellule del fegato, poiché la silibina riuscirebbe a penetrare all’interno della cellula fino al nucleo, dove di fatto agevolerebbe la sintesi proteica attraverso lo stimolo su RNA e DNA, con conseguente maggior replicazione cellulare e rigenerazione dell’epatocita (cellula epatica). Altri meccanismi agirebbero sui sistemi di detossificazione e sul rilascio di sostanze benefiche dall’effetto antiflogistico (dal greco anti = contro e flògosi = infiammazione).

La tradizione popolare riconosce al Cardo mariano anche un’azione coleretica (aumenta la secrezione di bile) e anticolesterolo, soprattutto endogeno. L’uso di preparati a base di Cardo mariano è quindi consigliato a chi ha necessità di detossificare il fegato, sia a causa di intossicazioni alimentari, acute o croniche, sia in caso di epatiti di natura virale o alcolica; ma anche in caso di alti livelli di colesterolo il Cardo mariano può essere un valido supporto.

La proprietà coleretica lo rende un ottimo aiuto in caso di scarsa secrezione biliare, di bile densa con dispepsia e cattiva digestione dei grassi; perciò anche nella stitichezza lieve può risolvere il problema senza bisogno di ricorrere a lassativi drastici, in quanto l’accresciuta produzione di bile favorisce le funzioni intestinali.

Il Cardo mariano si è rivelato una pianta ben tollerata, che fino ad oggi non ha mostrato reazioni avverse né interazioni con farmaci. Per il suo contenuto di tiramina è necessaria cautela nei soggetti ipertesi, poiché questa sostanza può far aumentare la pressione arteriosa.