Carlo Petrini ha deciso di sottoscrivere la petizione per inserire l’arte della pizza napoletana nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. La firma è stata raccolta a Pollenzo a margine della lezione “Realtà e prospettive dell’agricoltura multifunzionale” tenuta agli studenti dell’università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Slow food da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e docente di turismo all’università degli studi di Milano Bicocca.

La petizione “Proteggiamo il made in Italy: la pizza come patrimonio Unesco” lanciata su Change.org da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, da Coldiretti e Rossopomodoro ha raggiunto 220.000 sostenitori. Un traguardo annunciato durante l’ultimo incontro di raccolta firme: “La pizza è un’arte e noi ci mettiamo la firma” che si è tenuto lo scorso 18 febbraio a Torino alla pizzeria Lentini’s cui hanno partecipato: Alfonso Pecoraro Scanio, Sergio Miccù, Presidente dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Alessandro Martello, Docente di Brand Management dell’università Cattolica di Milano, Roberto Cerrato, Direttore del sito Unesco dei paesaggi vitivinicoli di Langhe  -Roero e Monferrato e Nicola Lentini, Fondatore e titolare di Lentini’s Pizza.

«L’arte della pizza – commenta Alfonso Pecoraro Scanio – rispetta i principi Slow food perché è un’antica tradizione che si tramanda di padre in figlio. Si tratta di un patrimonio culinario made in Italy che va tutelato per la sua valenza storica, culturale e sociale. È una sapienza gastronomica che contraddistingue la nostra identità italiana e per questo va protetta. Ce lo chiedono 220.000 italiani».

Slow food ha creato una rete solidale: “Pizzerie dell’Alleanza” dove i pizzaioli italiani incontrano e stringono un patto con i produttori dei Presìdi. Si tratta di pizzerie che rispettano alcuni criteri nella produzione delle pizza come la scelta della farina, i tempi di lievitazione e l’uso di ingredienti italiani provenienti da agricoltura biologica. La raccolta firme continua fino a Febbraio su Change.org, in tutti i ristoranti di RossoPomodoro e nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti.