La carnitina (o L-carnitina) è un aminoacido sintetizzato naturalmente dal nostro corpo a livello epatico e renale, attraverso l’interazione della vitamina C con gli aminoacidi listina e metionina ed è presente in oltre il 90% delle cellule muscolari. Viene spesso assunto come integratore per la perdita di peso e per migliorare le funzioni cerebrali. Tuttavia, il suo utilizzo è molto più ampio e comprende diversi aspetti. Esaminiamo i potenziali benefici dell’assunzione di carnitina e il suo funzionamento all’interno del nostro organismo, tenendo in considerazione anche i possibili effetti indesiderati causati dalla sua carenza o da un eccessivo dosaggio.

Stanchezza eccessiva, difficoltà di concentrazione, senso di debolezza generale: molte persone, specialmente a ridosso dei cambi di stagione, si sentono costantemente scariche e demotivate, come se mancasse loro il carburante necessario a portare avanti le tante incombenze della vita.

La stanchezza del resto è uno dei malesseri più frequentemente riferiti al medico di base, ma essendo un sintomo generico, è altrettanto spesso trascurata. Si tratta di un errore, perché l’affaticamento costante può avere pesanti ricadute sulla qualità della vita e sul livello delle nostre prestazioni lavorative, specie con l’avanzare dell’età: basti pensare che, secondo numerose indagini, una percentuale rilevante della popolazione (dal 5 al 20% a seconda dei parametri utilizzati nelle inchieste), con un rapporto femmine/maschi pari a 2 a 1, soffre di stanchezza clinicamente significativa.

Il corpo non produce abbastanza carnitina

Dalla sua scoperta a oggi, sono migliaia gli studi scientifici che la riguardano e le pubblicazioni nuove arrivano a 500 l’anno. È un’altra prova della sua importanza, considerando che i deficit di carnitina incidono direttamente sulla qualità della vita e quindi sul nostro benessere: insulino resistenza, debolezza muscolare, diabete, dislipidemie e cardiopatie possono esserne le conseguenze indesiderate. Uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione quando si parla di carnitina è che solo il 25% della quantità necessaria viene sintetizzata dal corpo (nasce nei reni, nel fegato e nel cervello); ben il 75% deve essere assunta con la dieta. E qui cominciano i problemi perché non tutti gli stili alimentari consentono un giusto apporto di questa sostanza: i vegani e in generale le popolazioni che si cibano prevalentemente in modo vegetariano possono risultare carenti di carnitina, che si trova abbondantemente solo in alcune carni (in particolar modo quella di pecora, ma anche di mucca o maiale) mentre è trascurabile nella verdura, nella frutta e nei cereali.

Carnitina e perdita di peso

In teoria, il consumo di L-carnitina come integratore alimentare per la perdita di peso ha senso. Dal momento che la carnitina favorisce il trasporto di acidi grassi nelle cellule per trasformarli in energia, si potrebbe facilmente pensare che questo processo aumenti la capacità di bruciare i grassi con conseguente perdita di peso. Tuttavia il corpo umano è estremamente complesso e la realtà differisce dalla teoria. In diversi studi effettuati sul lungo periodo su pazienti di ambo i sessi ed età differenti, non sono stati riscontrati particolari benefici nella perdita di peso tra chi aveva assunto integratori di L-carnitina e chi no. In alcuni casi il sovradosaggio ha invece causato nausea o diarrea.

Perdite significative di peso sono state tuttavia riscontrate in soggetti obesi o anziani.

Effetti della carnitina sulle funzioni del cervello

Gli effetti benefici della carnitina sulla funzionalità del cervello sono stati suggeriti da diversi studi; in particolare, la forma ALCAR, Acetil-L-carnitina può risultare molto efficace per prevenire il declino mentale collegato all’età e per migliorare le capacità di apprendimento.

Gli studi su esseri umani indicano che l’assunzione di ALCAR ogni giorno aiuti a prevenire e a invertire il declino delle funzioni cerebrali associate all’Alzheimer e ad altre malattie del cervello. Questa forma di carnitina ha mostrato effetti positivi anche in persone anziane non affette da Alzheimer o altre malattie degenerative. In casi specifici, il suo utilizzo protegge anche dal danneggiamento delle cellule cerebrali. In uno studio condotto nell’arco di 90 giorni, svolto presso l’Università Cattolica di Roma, su persone con dipendenza da alcol, l’assunzione di 2 grammi di Acetil-L-carnitina al giorno ha portato significativi miglioramenti in tutti i parametri relativi alla funzioni cerebrali. Sono invece necessari studi più approfonditi sui benefici a lungo termine su individui sani.

Altri benefici per la salute

Gli integratori di L-carnitina sono in grado di apportare, secondo recenti studi, diversi benefici alla salute. Vediamo i più importanti.

Cuore e apparato circolatorio

L’assunzione di carnitina causa una potenziale riduzione della pressione del sangue e dei processi infiammatori associati alle malattie cardiache. Uno studio condotto presso l’Istituto di Ricerca Farmacologica Mario Negri di Bergamo, ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di 2 grammi di ALCAR favoriva una netta diminuzione della pressione sistolica.

La L-carnitina è invece associata a miglioramenti in pazienti con importanti disfunzioni cardiache, come la malattia coronarica o l’insufficienza cardiaca cronica. Uno studio dell’Istituto di Cardiologia dell’Università di Bari ha rilevato una riduzione degli attacchi di cuore e dei decessi tra i pazienti che assumevano integratori di L-carnitina.

Prestazioni sportive

I benefici della carnitina dal punto di vista sportivo presentano pareri discordanti.

Ci sono diversi studi, svolti sia In Spagna che in Italia, che mettono in evidenza i benefici associati al consumo di integratori di carnitina nel lungo periodo.

Tuttavia, questi effetti positivi sembrano essere riscontrati in seguito all’assunzione di integratori di creatina per settimane o mesi. Questa è la differenza con gli integratori di caffeina o creatina, ad esempio, i quali influiscono direttamente e rapidamente sul miglioramento delle prestazioni sportive.

Quando si riscontrano dei vantaggi, questi vengono espressi in:

– recupero: miglioramento del recupero muscolare dopo l’allenamento

– fornitura di ossigeno ai muscoli: possibile aumento dell’ossigeno fornito ai muscoli

– resistenza: possibile aumento del flusso sanguigno e della produzione di ossido nitrico, favorendo una riduzione del senso di fatica

– dolori muscolari: possibile riduzione del dolore muscolare dopo un’intensa sessione di esercizi

– produzione di globuli rossi: possibile aumento della produzione di globuli rossi, addetti al trasporto di ossigeno in tutto il corpo, compresi i muscoli.

Carnitina e diabete di tipo 2

Sono diversi gli studi, tra cui anche italiani, che collegano la riduzione dei sintomi del diabete di tipo 2, ed i fattori di rischio ad esso associati, con il consumo di L-carnitina.

In particolare, uno studio ha evidenziato che assumere integratori di carnitina insieme a farmaci per il diabete di tipo 2 permette di ridurre in maniera significativa i livelli di zucchero nel sangue.

La creatina combatte il diabete anche attraverso l’aumento di un enzima chiave, chiamato AMPK, che migliora la capacità dell’organismo di utilizzare i carboidrati.

L’integrazione a base di carnitina

Come garantirsi un giusto approvvigionamento quotidiano di questa preziosa sostanza, immagazzinata per oltre il 95% dai muscoli scheletrici e quindi indispensabile al buon funzionamento di quei tessuti? Naturalmente si può modificare la propria dieta, ma se non si desidera rinunciare a uno stile alimentare povero o privo di proteine animali, occorre agire in altro modo, attraverso un uso mirato di integratori in grado di sopperire adeguatamente a questa carenza nutrizionale. I primi a scoprire i vantaggi dell’integrazione alimentare di carnitina sono stati gli atleti, ansiosi di costruire più massa muscolare per incrementare le performance sportive. Oggi tutti possono beneficiare dei vantaggi di questi coadiuvanti alimentari, a patto di utilizzare i prodotti corretti.

Per farlo, occorre sapere che la carnitina è la capostipite di una serie di molecole che da essa derivano, tra cui le più studiate sono l’acetil-L-carnitina e la propionil-L-carnitina. I vantaggi, scientificamente provati, sono molteplici: miglioramento del 35% delle prestazioni fisiche già dopo qualche settimana di trattamento, ottimizzazione del metabolismo energetico nei muscoli, riduzione significativa della stanchezza fisica e mentale, ridotta necessità di recupero dopo uno sforzo. Gli integratori a base di L-carnitina o dei suoi derivati, possono essere dunque un valido aiuto per poter finalmente dire addio a quella sensazione di affanno continuo e stanchezza costante

Sicurezza e controindicazioni

Per la maggior parte delle persone, 2 grammi o poco meno al giorno di carnitina rappresentano un dosaggio di sicurezza, che permette di evitare possibili effetti collaterali. Uno studio ha dimostrato che l’assunzione quotidiana, per 21 giorni, di 3 grammi di carnitina non crea problemi significativi.

L’utilizzo di integratori nella quantità di 2 grammi al giorno per un lungo periodo sembra essere sicuro, anche se è possibile avvertire alcuni effetti indesiderati leggeri come nausea o crampi allo stomaco.

Un effetto negativo riscontrabile nel tempo, in seguito a prolungata assunzione di L-carnitina, è l’innalzamento dei livelli di TMAO (Trimetilammina-N-ossido, un composto organico della classe degli ammino ossidi). Alti livelli di TMAO sono collegati ad un aumento del rischio di aterosclerosi.