L’aumento dei prezzi dei carburanti degli ultimi giorni finirà all’attenzione della magistratura. Il Codacons annuncia infatti oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui si chiede di aprire indagini su tutto il territorio per la possibile fattispecie di AGGIOTAGGIO.

Crediamo ci siano gli estremi per una indagine da parte della magistratura volta ad accertare la correttezza dei rincari dei listini di benzina e gasolio che si stanno susseguendo negli ultimi giorni – spiega il Codacons – In particolare alle Procure chiediamo di verificare se gli aumenti dei prezzi dei carburanti delle ultime ore configurino possibili speculazioni legate alle partenze degli italiani per i ponti del 25 aprile e 1 maggio, in considerazione dei maggiori consumi di benzina e gasolio da parte di chi si sposta per raggiungere mete di villeggiatura.

I rincari dei listini alla pompa infatti – prosegue l’associazione – appaiono eccessivi e troppo veloci, produrranno una stangata complessiva da oltre 110 milioni di euro a carico delle famiglie in viaggio su strade e autostrade e non sembrerebbero giustificati dall’andamento del petrolio, considerato che il carburante venduto oggi è stato acquistato dalle compagnie petrolifere quando le quotazioni della materia prima erano sensibilmente inferiori.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, comunica in una nota che: 

“La notizia ed i commenti sulla benzina che al prezzo alla pompa ha sforato il tetto dei 2 Euro al litro ha fatto il giro di tutti i media. Altrettanto per quanto riguarda i mancati impegni del vicepremier Matteo Salvini che sulla questione ‘ci aveva messo la faccia’ e che ora non si è capito cosa abbia intenzione di fare: il caro benzina, ha dichiarato il 24 aprile, ‘è uno dei prossimi interventi che abbiamo in dovere di prendere in considerazione. Sicuramente gli interventi in Libia ed Iran non aiutano. … Non c’è nessun problema’.

Le rassicurazioni del ministro (‘non c’è nessun problema’) ci fanno solo comprendere che Matteo Salvini, confrontandosi con una realtà che dal dire al fare implica conoscenza e impegno, sia un po’ spiazzato. Speriamo che, ammesso che dalle parole passi ai fatti, verifichi le possibili soluzioni coi suoi colleghi di Governo che dovrebbero essere più quotati sulla materia, i vari ministri economici. Perché la soluzione non può che essere trovata in ambito di politica economica. Deve essere stabilito:

  • da dove -in sostituzione- l’Erario dovrebbe prendere le imposte che oggi massicciamente gli arrivano dalla benzina;
  • se una politica di calo fiscale sulla benzina possa essere funzionale –e come– allo sviluppo economico di tutti i settori (tantissimi) che ne beneficerebbero;
  • quali devono essere i provvedimenti da adottare per far sì che il calo del costo della benzina con il conseguente aumento del traffico su strada, non sia un ulteriore disastro infrastrutturale ed ambientale (grazie al traffico sia industriale che privato)”.