Varata da governo la carta risparmio spesa, un sistema di buoni spesa gestito dai Comuni e convenzionato con i punti vendita.

Sarà destinato alle famiglie con reddito basso e si affiancherà, tra le misure pensate dall’esecutivo contro l’inflazione, al reddito alimentare destinato alle famiglie in condizione di povertà assoluta.

Per la carta risparmio sono stati stanziati 500 milioni di euro a livello nazionale, che saranno poi distribuiti ai Comuni, che li gestiranno sul territorio.

Come per il reddito alimentare, per conoscere in dettaglio come funziona la misura e le modalità di richiesta occorre attendere la pubblicazione, entro fine febbraio, del relativo decreto attuativo.

Carta risparmio, di cosa si tratta

Si tratta di un blocchetto di buoni spesa da utilizzare negli esercizi commerciali per prodotti alimentari o generi di prima necessità, nei punti vendita che aderiscono all’iniziativa, con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari. Saranno i Comuni a erogarla.

Carta risparmio, a chi spetta

In attesa del decreto attuativo, si sa per certo che per ottenere la social card sarà necessario presentare un Isee in corso di validità. La carta per fare la spesa andrà infatti a chi ha una soglia Isee non superiore ai 15mila euro.

Altri criteri, come la composizione del nucleo familiare, l’età dei richiedenti e altro, verranno stabiliti nelle prossime settimane.

Carta risparmio, come funziona

La carta sarà erogata dal Comune nel quale i beneficiari risiedono, quindi la domanda andrà inoltrata al proprio comune di residenza.  Si tratta di un meccanismo simile a quello della social card o carta acquisti: la card attualmente in vigore è gestita dall’Inps e destinata a over-65 o under-3 con un importo fisso di 80 euro a cadenza bimestrale per l’acquisto di generi alimentari e il pagamento di luce, acqua e gas.

Bisogna capire se le due misure potranno coesistere o se, come più probabile, la carta acquisti dell’Inps sarà soppiantata da questo nuovo strumento.