Chi sa riconoscere le castagne buone da quelle cattive, anzi “matte”? Impariamo a distinguere la castagne commestibili dalle castagne matte. Perché le seconde sono tossiche per l’uomo e possono causare disturbi anche gravi.

Vediamo come distinguerle

E allora, impariamo a distinguerle dalle castagne mangerecce. Partiamo dalla capsula che le contiene, il riccio. Quello delle castagne è marrone, ha tante spine lunghe e contiene contemporaneamente da due a tre frutti, più piccoli delle castagne matte, un po’ appiattiti e quasi triangolari.

Il riccio dell’ippocastano è verde, con piccole punte distanziate e corte, e racchiude di solito un solo frutto, più grande e arrotondato. Gli ippocastani si trovano spesso in città, nei parchi, nei cortili, lungo i viali, mentre i castani crescono nei boschi, nelle foreste o nei frutteti. La foglia dell’ippocastano è formata da diverse e più piccole foglie ovali, che le conferiscono un aspetto “palmato”, mentre quella del castagno è semplice e di forma allungata.

Le castagne matte non vanno mangiate, ma sono comunque utili. I loro ricci (i semi), contengono l’escina, un principio attivo utilizzato in erboristeria ed efficace per vasi sanguigni, capillari e vene: è un rimedio contro i disturbi causati da insufficienza venosa periferica, varici, emorroidi, cellulite e fragilità capillare. Ma purtroppo la credenza, secondo cui tenere in tasca una castagna matta vi proteggerà dal raffreddore, non ha nessun riscontro scientifico.

Castagne e castagne matte: quali sono le differenze?

Benefici e come cucinare le castagne

La castagna è un alimento molto buono e molto utile proprio anche per apportare dei benefici al nostro organismo. In passato veniva utilizzato persino come alimento base, non solo come il frutto autunnale per eccellenza! Sono prive di glutine, con pochi grassi, ma all’interno contengono tantissime vitamine e minerali utili proprio al nostro benessere fisico.

Se ne avete raccolte parecchie vi starete chiedendo come cucinarle e le ricette per fare le castagne sono tantissime. Potete cucinarle nell’apposita pentola, oppure in padella o in forno! Basterà scegliere la tipologia di cottura che meglio esalta il sapore della castagna secondo il vostro gusto.

Cosa fare se avete dubbi sui frutti che avete raccolto

Non è difficile riconoscere le castagne buone da quelle matte. Una volta capite le principali differenze è impossibile sbagliarsi, diversamente da quanto può succedere con i funghi che spesso sono molto simili.

Le castagne commestibili sono il frutto dell’albero del castagno e si raccolgono nei boschi, ad un’altitudine che può variare dai 300 ai 1200 metri. Sono contenute in “gruppo” all’interno di un riccio, che si trasforma da verde a marrone durante la maturazione e che è ricco di aculei. Nei ricci del castagno si trovano solitamente 2 o 3 castagne, una grande e le altre più piccole e schiacciate. Inoltre le foglie del castagno, a differenza di quelle dell’ippocastano, sono singole, più piccole e seghettate.

Le castagne matte, invece, si trovano nelle strade, nei giardini e nei parchi di città, in pianura o in altura. Queste castagne sono infatti i semi dell’ippocastano, una pianta utilizzata soprattutto a scopo ornamentale e per creare ampie zone d’ombra. Il loro riccio è verde, con piccole punte distanziate e corte, e di solito racchiude un solo frutto, che si presenta rotondo, grosso e molto lucido.

Infine, le castagne e le castagne matte si differenziano anche per grandezza e colore: le prime sono generalmente più piccole, meno arrotondate e presentano un ciuffo apicale caratteristico, cosa che le castagne matte non hanno.