Cattiva digestione, ecco le tisane che possono aiutarti a tornare in salute

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Digerire bene è la chiave per sentirsi in salute e pieni di energia ogni giorno. Ma quali sono le regole per una digestione corretta? Quali sono le cose che rendono il cibo più o meno digeribile?

La medicina tradizionale cinese è stata in grado di spiegare il processo della digestione in modo semplice e concreto.

La digestione secondo la medicina tradizionale cinese

Secondo questa visione, il processo digestivo è finalizzato a:

  • Trasformare le sostanze grezze in nutrimenti adatti al corpo
  • Distribuire le sostanze nutritive in tutto il corpo
  • Eliminare ciò che non può essere utilizzato

Queste tre fasi hanno una cosa in comune: richiedono calore.

Il processo digestivo, secondo la medicina tradizionale cinese, consiste nel creare nello stomaco una zuppa a 38°.

Dato che lo stomaco teme il secco e la milza teme l’umidità, è importante capire che cibi troppo freddi o troppo secchi mettono in difficoltà lo stomaco che deve trasformarli in poltiglia.

Allo stesso modo, troppa acqua o cibi troppo umidi possono spegnere il fuoco della milza.

E’ importante quindi introdurre cibi né troppo caldi, né troppo freddi, né troppo secchi, né troppo umidi.

Se introduciamo un cibo freddo o beviamo qualcosa di molto freddo ai pasti (una Coca Cola ghiacciata, un bicchierone di acqua fredda), questo rallenta e impedisce la digestione.

Trasformare un cibo freddo e crudo in una zuppa a 38°, infatti, con il tempo indebolisce e affatica lo stomaco.

Se il cibo non viene trasformato bene, sia la medicina ayurvedica, sia la medicina tradizionale cinese dicono che il primo effetto è quello di sviluppare tossine.

Queste tossine si vanno ad accumulare in tutte le cavità del corpo (a partire dagli organi digestivi) e, di conseguenza, impediscono che il nutrimento giunga in tutti gli organi del corpo.

Ecco alcune tisane digestive e rimedi naturali per digerire bene

Salvia. Il nome salvia deriva dal latino salus e significa ‘salvo, sano’: gli usi che Greci e Romani ne facevano si perdono nella notte dei tempi. La Scuola Medica Salernitana, nel Medioevo una delle più prestigiose, formulò questo proverbio: “Di che cosa morirà l’uomo che fa crescere salvia nel suo orto?”. Tra le tante virtù di questa pianta speciale, vogliamo parlarvi di quella che riguarda la digestione e darvi una ricetta ad ok. Fare bollire 15-25 g di foglie di salvia tritate in 1 litro d’acqua per 5 minuti, colare e berne 1 tazza dopo i pasti principali.

Melissa. Si utilizza nei disturbi dello stomaco e dell’intestino, come rimedio contro il meteorismo. Tenete in infusione 1 cucchiaio di foglie di melissa in 1 tazza d’acqua calda per 15 minuti. Filtrate e bevetene 3 volte al giorno dopo i pasti. Questo infuso stimola l’appetito e blocca i vomiti in gravidanza: in quest’ultimo caso va assunto prima dei pasti. In caso di palpitazioni, abbattimento ed emotività questo infuso va assunto lontano dai pasti.

Limone. Altro agrume utilizzatissimo nelle nostre cucine, anche il limone ha potenti qualità antisettiche e digestive. Mettete a macerare 50 g di scorza di limone biologico fresca per 8 giorni in 100 g di alcool a 80 gradi. Filtrate e assumete 1 cucchiaino diluito in poca acqua per 3 volte al dì.

Finocchio. Nelle formule magiche medievali il finocchio era invocato per combattere l’inganno e la stregoneria, mentre in base alla Dottrina dei Segni i fiori gialli del finocchio simboleggiavano la bile, associazione per cui l’essenza della pianta si utilizzava per la cura dell’itterizia. Le virtù digestive del finocchio sono molto interessanti: preparare un vino medicinale facendo macerare 50 g di semi di finocchio per 8-10 giorni in 3 dl di vino bianco. Filtrarlo e sorbirne 1 cucchiaio prima dei pasti principali.

Dragoncello. Del dragoncello, pianta che cresce spontanea, si utilizzano fiori e foglie: vi aiuterà a liberarvi dai parassiti e dal meteorismo. Lasciate 20-30 foglie in infusione in 1 litro d’acqua bollente per 10 minuti. Colare l’infuso e berne 1 tazzina dopo i pasti o 3-4 durante la giornata.

Coriandolo. Stimolante delle funzioni gastriche, bollite 1 cucchiaino di semi di coriandolo in 1 bicchiere d’acqua per 5 minuti, coprite e lasciate in infusione per 10 minuti. Dopo aver filtrato, berne 1 tazza dopo i due pasti principali.

Cannella. La cannella, insieme al pepe, è stata una delle prime spezie ad essere importata da Marco Polo in Europa. Questa spezia originaria della Malesia e di Ceylon, è ottima per preparare un infuso digestivo versando 15 grammi di corteccia spezzettata in 1 litro d’acqua bollente coperto per 15 minuti. Bevetene dopo averla filtrata 2 o 3 tazzine prima dei pasti.

Basilico. Una leggenda profana narra che un vaso di basilico poggiato sul davanzale di una fanciulla significasse la sua disponibilità all’amore. Leggende a parte, per le sue proprietà digestive e antifermentative, il basilico è consigliabile a chi abbia una digestione difficile e accompagnata da accumulo di gas nell’intestino. Reca beneficio in caso di acidità gastrica. Lasciate 15 grammi di fiori di basilico in infusione in 1 litro d’acqua bollente per 10 minuti, tenendo sempre (e questo vale per tutti gli infusi) il recipiente coperto per non far volatilizzare gli oli essenziali. Berne dalle 2 alle 4 tazzine al giorno prima dei pasti.

Arancio amaro. In passato, in Sicilia, all’arancio si attribuivano proprietà magiche e soprannaturali. Sarà stata certamente una credenza legata alle sue tantissime proprietà: aumenta le difese immunitarie, fissa il ferro, è un potente antiossidante. E aiuta la cattiva digestione, oltre che a far fronte all’inappetenza: basta far riposare un pizzico di buccia secca d’arancio amaro tritata e un pizzico di fiori di timo in 1 tazzina d’acqua calda per 10 minuti. Si filtra e si beve prima dei pasti principali.

Alloro. Pianta che glorifica e celebra per eccellenza. Con l’alloro, pianta sacra ad Apollo, si cinge la testa ai vincenti. L’alloro stimola la secrezione dei succhi gastrici, ha proprietà antisettiche e per la cattiva digestione si utilizzano le foglie. Se ne prende una manciata sminuzzandole, ponendole in infuso in 1 litro d’acqua bollente; si aggiungerà, poi, 30 gr di scorza d’arancio amaro biologico e si lascerà in infusione per 10 minuti. Filtrate la bevanda e bevetene 2 tazzine al giorno.

Anice. I Romani impiegavano l’anice come ingrediente essenziale di dolcetti serviti a fine pasto: favorivano, infatti, la digestione. Anche nelle famiglie contadine toscane, fino agli anni ’50, era usanza offrire questi dolcetti, il cavalluccio senese ne è un esempio. L’anice svolge attività carminativa, stomachica, antispasmodica, aumenta la salivazione, la secrezione gastrica e stimola la peristalsi. Potrete preparare un infuso contro la cattiva digestione così: 2 cucchiaini di semi di anice in 1 tazza d’acqua bollente. Tenete in infuso coperto per 10 minuti e bevete da 1 a 3 tazze al dì.

Quando la digestione è particolarmente lenta e laboriosa, ci sono cibi che andrebbero evitati.

Limitare il consumo di pietanze troppo grasse o alimenti ricchi di proteine animali (soprattutto la carne rossa risulta più difficilmente digeribile). Evitare intingoli e fritture, ma preferire condimenti leggeri, come olio extra vergine d’oliva a crudo oppure succo di limone fresco. Scegliere alimenti semplici e cucinati con metodi di cottura leggeri, meglio se al vapore. In generale, evitare cibi troppo piccanti e spezie, come peperoncino e curry. Iniziare il pasto con un pezzettino di verdura cruda, per favorire la produzione di enzimi digestivi; un pezzo di carota, finocchio o sedano sono l’ideale. In caso di indigestione, poi, si può masticare un pezzetto di zenzero fresco a fine pasto, oppure mangiare qualche fetta di pompelmo durante il corso della giornata.