Il  Cedro Mani di Buddha è una varietà di cedro coltivato e a scopo ornamentale per bellezza dei suoi particolari frutti a forma di mano e a scopo fitoterapico per le proprietà benefiche della sua spessa scorza ricca anche di un olio essenziale miracoloso per combattere la cellulite.

L’aspetto è dovuto al fatto che, nell’iniziale fase di partizione degli spicchi, ognuno di questi tende a svilupparsi come un’unità a parte e non in modo omogeneo.

Questo agrume cresce su piccoli cespugli e alberi, è originario dell’Asia e in particolare si trova in Cina, Giappone e India del Nord. La sua particolare forma ne ha fatto anche un apprezzato porta fortuna: in alcune zone dell’Asia, infatti, viene regalato proprio come simbolo di fortuna e longevità. In Giappone è tradizione regalarlo a Capodanno.

Cedro mani di Buddha: Propietà è caratteristiche

Il tratto inconfondibile di questo cedro, oltre alla forma di cui si è già parlato, è l’incredibile profumo agrumato che sprigiona. All’esterno si presenta con una buccia dal colore giallo acceso, di solito l’interno è privo di semi ed è piuttosto dolce rispetto agli altri agrumi, la polpa interna e completamente edibile.

La mano di Buddha è poi ricchissima di vitamina C ed è anche utilizzata in ambito fitoterapico per le sue proprietà benefiche: in quanto aiuta nella cura delle vie respiratorie, combatte i radicali liberi, è particolarmente indicata come antiossidante perché favorisce lo sviluppo delle cellule e per rafforzare il sistema immunitario.

Oltre a queste proprietà va ricordato anche che la mano di Buddha è un agrume ricco di sali minerali come Calcio e Potassio e aiuta l’assorbimento del Ferro.

Mano di Buddha: come si mangia

Fin qui gli aneddoti e le curiosità. Ma come si mangia la mano di Buddha?

Iniziamo col dire che è un frutto profumatissimo. Il sentore agrumato, fresco e intenso, ricorda quello del cedro: rispetto a quest’ultimo è praticamente privo di semi, ma in compenso ha tanta scorza, anzi si può dire che è composto praticamente solo di buccia, con pochissima polpa e zero succo all’interno. La buona notizia è che la buccia è squisita, da gustare soprattutto candita perché al naturale risulta piuttosto coriacea.

Anche il sapore, ormai l’avrete intuito, è abbastanza simile a quello del cedro, ma meno acidulo. La polpa interna, di colore bianco, è ancora più dolce e delicata. Va da sé che la mano di Buddha non può essere sbucciata come si farebbe con un’arancia o un pompelmo: va tagliata a fette oppure grattugiata.

Con la sua scorza si possono aromatizzare sia pietanze a base di carne che di pesce, ma anche insalate, primi piatti e verdure. Consideratela alla stregua di un limone, ma non esagerate con le dosi perché il suo aroma è davvero molto intenso. La sua buccia, ricchissima di olio essenziale, viene anche usata per la preparazione di liquori e digestivi.