Cerberus e Gryphon, sono le nuove varianti del covid, entrambe sono capaci di raggirare lo scudo immunitario garantito dai vaccini. Ecco come riconoscere i sintomi e perché non bisogna confonderli con l’influenza stagionale.

Cerberus e Gryphon non hanno ancora il primato dei contagi registrato con Omicron 5, ma per riconoscerli è necessario consultare i primi dati pervenuti.

Per BQ.1, nota come Cerberus, è stata rilevata un’incidenza del 30,7%, circa un terzo dei campioni sequenziati. Negli Stati Uniti Cerberus è già responsabile della metà dei contagi. Nel frattempo è in corso l’avanzata di XBB, nota a noi come Gryphon, con un 3,30%.

Le raccomandazioni dell’ISS e dell’OMS

Su queste due varianti mette in guardia l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) che consiglia di monitorare i sintomi in quanto si presentano “a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni correlate a una potenziale evasione della risposta immunitaria“.

Gryphon – precisa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – è invece indicata come “la più immunoevasiva mai vista”.

Come riconoscere i sintomi delle nuove varianti Covid, parla Pregliasco

A proposito dei sintomi delle nuove varianti Cerberus e Gryphon, si è pronunciato il direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco.

Pregliasco si sofferma soprattutto su Cerberus, che “stiamo cominciando a conoscere meglio”. Cerberus si manifesta soprattutto “nelle alte vie respiratorie” con sintomi simili a quelli dell’influenza quali raffreddore, tosse stizzosa (ovvero quella secca, insistente e più fastidiosa) e mal di gola.

Soprattutto, Pregliasco invita alla cautela con la temperatura corporea e consiglia di monitorare “anche una febbre non elevata, sotto i 38 gradi”, e in questo caso si rivela necessario sottoporsi al tampone.

Su queste nuove varianti, infine, Pregliasco ricorda che non si tratta di un semplice raffreddore, anche se alcuni pazienti ne presentano i sintomi: “A differenza del passato, ora non causano quasi più perdita del gusto e dell’olfatto, vertigini e mal d’orecchio. In sostanza, attaccano più le prime vie respiratorie. Per questo possono essere confuse con altre forme virali e indurre a soprassedere. Cosa sbagliata perché l’infezione Covid va diagnosticata”.